I docenti di una scuola di Cinisello Balsamo: “Smembrate ben 3 classi, siamo amareggiati e preoccupati”

Classi smembrate e accorpate in una scuola superiore della provincia di Milano e precisamente l'IIS Giulio Casiraghi di Cinisello Balsamo. Studenti, quindi, che finiranno in altre classi aumentando il numero e creando non poche difficoltà agli insegnanti, che dovranno seguire un numero ben più ampio con rischi seri anche per l'apprendimento. E proprio perché sono spaventati dal futuro, un gruppo di docenti ha deciso di scrivere una lettera a Fanpage.it.
La redazione ha deciso di pubblicarla integralmente invitando chiunque dovesse vivere situazioni simili a scrivere a segnalazioni@fanpage.it oppure cliccando qui. Di seguito, il testo della lettera:
"Siamo un gruppo di docenti dell’IIS Giulio Casiraghi di Cinisello Balsamo e vi scriviamo perché siamo molto preoccupati per il futuro del nostro Istituto.
Come sapete la nostra scuola opera in un contesto periferico complesso, in cui sempre più spesso ci si è trovati ad affrontare le conseguenze di un crescente disagio socio-economico: in tale contesto abbiamo sempre mantenuto un dialogo costruttivo ed aperto con le Istituzioni e col territorio, creando una rete di relazioni proficue al fine di garantire una valida formazione ai nostri studenti.
La nostra scuola infatti ha sempre affrontato ogni sfida con entusiasmo: i nostri studenti sono sempre stati incoraggiati ad affrontare limiti e cogliere opportunità, con l’obiettivo di investire al meglio sulle future generazioni. Oggi però la notizia dello smembramento di ben 3 delle nostre classi ci ha lasciato perplessi ed amareggiati.
Non siamo nuovi ad eventi di questo tipo: negli ultimi anni abbiamo infatti visto consolidarsi la prassi per cui le classi vanno accorpate perché non rispettati i numeri minimi di studenti per classe secondo quanto previsto dal DPR 81/2009.
Tuttavia non nascondiamo parecchie perplessità rispetto alle conseguenze di tali scelte: le nostre classi prime avranno 28/29 studenti, le nostre classi terze potrebbero arrivare a 30. Sono limiti consentiti dal medesimo DPR, ne siamo ben consci.
Eppure ricordiamo le recenti rassicuranti affermazioni del Ministro Valditara lo scorso 20 aprile, quando a margine dell’evento inaugurale del Laboratorio 4.0 a Parma, parlava con soddisfazione di una scuola in cui le classi pollaio sono ridotte a percentuali irrisorie: non possiamo evitare di chiederci per quale motivo il nostro Istituto debba rientrare in quelle che sembrano essere casistiche che non si vorrebbero più ravvisare.
Sia chiaro, in qualità di professionisti della formazione non è l’incremento di lavoro a spaventarci quanto invece la constatazione che accorpare diverse classi significa moltiplicare le fragilità e le necessità dei singoli mantenendo però un unico docente per materia: per quanto bravo possa essere, si intuisce facilmente quale rischio si profila all’orizzonte.
E’ un rischio reale che siano gli ultimi, i più fragili, a pagarne le conseguenze, nonostante il loro impegno, nonostante il nostro impegno.
Infatti è utile sottolineare la difficoltà per noi docenti nel ritrovarci a lavorare sempre più spesso con studenti con differenti background.
Non solo questo ci turba: riteniamo doveroso porci una domanda riguardo al futuro della classe docente, sempre più in esubero mentre sempre più sono le richieste d’aiuto da parte degli studenti.
Alla luce dei nostri interrogativi, siamo qui a chiedervi di rendere operativa la deroga che lo stesso DPR 81/2009 cita all’art.4.
Vogliamo infatti fornire rassicurazioni ai nostri studenti, che hanno diritto alla continuità didattica e alle loro famiglie che hanno scelto il nostro Istituto alla luce proprio di quanto affermato finora.
Riteniamo infatti che ogni investimento nella scuola sia un investimento sul futuro del Paese: è tra i banchi che si formano i nostri cittadini, è quindi nella scuola che ogni studente deve essere messo nelle migliori condizioni per crescere e per apprendere, per acquisire quelle competenze che lo renderanno un cittadino, “una brava persona”, come diceva uno dei nostri studenti, diventato celeberrimo per questa affermazione, qualche tempo fa".