Errori, imprecisioni e dati incoerenti. Per 54 volte l'Istituto Superiore di Sanità ha segnalato errori nel report consegnato dalla Regione Lombardia. Cosa non tornava nei conteggi dei tecnici di Palazzo Lombardia? Il problema riguarda sempre la colonna "incriminata" dello "stato clinico" dei contagiati. La casella in cui i tecnici lombardi devono indicare quante persone sono sintomatiche, con data inizio sintomi, e quante asintomatiche, è rimasta spesso incompleta, con le informazioni non indicate. Una carenza che è stata riscontrata "nel 50,3 per cento dei casi nel periodo 13 dicembre 2020-13 gennaio 2021″, scrive l'Iss.

Decine di segnalazioni, "l'ultima delle quali in data 7 gennaio", tutte legate a "incompletezze e/o incongruenze" nei conteggi, che sono state denunciate in una nota dall'Iss in seguito alle polemiche sulla zona rossa scattata "per sbaglio" dopo che a causa di un errore l'indice di contagio Rt lombardo era risultato pari a 1,4. Una settimana più tardi, corretto l'errore, l'Rt è sceso a 0,8 facendo tornare la Lombardia in zona arancione. Sulla responsabilità dell'errore si è scatenato un durissimo scontro tra Regione Lombardia da una parte e Iss e ministero della Salute dall'altra.

"Il problema della compilazione del campo "stato clinico" è noto da tempo, l'avevo segnalato in primavera dopo aver analizzato i dati di aprile", spiega a Fanpage.it il consigliere regionale Michele Usuelli (+Europa/Radicali) protagonista di una eclatante protesta al Pirellone per chiedere che i dati sul contagio siano resi pubblici.

"L'Iss ha fatto notare in diverse occasioni queste mancanze, ma la Lombardia spesso non ha nemmeno risposto", prosegue Usuelli. Il dg Welfare della Regione Lombardia, Marco Trivelli, nei giorni scorsi ha ammesso che a causa del numero molto alto di casi non sempre il campo è stato compilato. Precisando però che quel parametro "era facoltativo" e non sarebbe stato indispensabile al calcolo dell'Rt. "Non esistono campi facoltativi in un'indagine epidemiologica, questo lo potrebbe dire qualsiasi studente di Medicina. Il punto è che sono stati fatti degli errori nella raccolta dei dati e ora non lo vogliono ammettere", conclude il consigliere.