Nessun errore nell'algoritmo di calcolo dell'Rt, mentre la Lombardia avrebbe commesso 54 volte errori, incompletezze o incongruenze nei calcoli. L'Istituto Superiore di Sanità risponde con una nota al governatore lombardo Attilio Fontana che questa mattina era tornato ad attaccare l'indicatore definito "esile" aggiungendo che "non è possibile che i destini di milioni di persone siano affidati a dati esili convenzionali e facoltativi".

La risposta della Lombardia: "Dal mese di maggio abbiamo inviato 35 report e l'Iss ha sempre considerato la completezza dei dati superiore alla soglia di validità, ad eccezione di quelli del 12 ottobre. Nella settimana sotto osservazione che ha portato la Lombardia in zona rossa – spiega la Regione in una nota – la percentuale di validità era dell'80 per cento. Quindi la qualità dei nostri dati è sempre stata considerata affidabile".

L'ISS: Algoritmo per calcolo dell'Rt basato su standard internazionali

"L'Iss coordina la sorveglianza epidemiologica attraverso una piattaforma web e che sulla piattaforma è presente da mesi un manuale che chiarisce le modalità di immissione dei dati. Si precisa che solo le Regioni possono aggiornare e rettificare i dati presenti sul data-base", si legge nella nota. "L'algoritmo per il calcolo dell'Rt non è esile – chiarisce l'ISS- è basato su standard internazionali, è pubblico, reperibile sul sito web dell'ISS ed è stato illustrato a tutti i referenti regionali che hanno contestualmente ricevuto il software per la sua applicazione e l'eventuale verifica. Il sistema è in uso da trentasei settimane e nessun altra regione finora ha segnalato anomalie di questa entità sull'immissione dei dati".

Lo scontro sulla zona rossa

È solo l'ultimo capitolo dello scontro sulla zona rossa scattata "per sbaglio" in Lombardia per un errore di calcolo sulla cui paternità da giorni è in atto un rimpallo di responsabilità tra Regione Lombardia e ISS. L'ente presieduto da Silvio Brusaferro precisa anche che "per aggiornamento si intende l'inserimento o modifica di variabili suscettibili di evoluzione (es. stato clinico del paziente). Per rettifica si intende inserimento di variabili non ancora presenti (es. data inizio sintomi) o modifica di variabili inserite erroneamente. Ed è esattamente ciò che è stato richiesto alla Regione per il ricalcolo e non per la riclassifcazione in zona Arancione che non è invece di nostra pertinenza".

A Regione Lombardia 54 segnalazioni di errori

"Le Regioni – prosegue l'Istituto – hanno completa autonomia nel caricamento di aggiornamenti e rettifiche senza alcun intervento o richiesta verso l'Iss che, laddove ne abbia evidenza o sospetto, può segnalare errori, incompletezze o incongruenze alle Regioni. Si segnala, inoltre, che dal mese di maggio 2020 l'Iss ha inviato 54 segnalazioni di errori, incompletezze e/o incongruenze alla Regione Lombardia, l'ultima delle quali in data 7 gennaio 2021. La percentuale di casi incompleti per la sintomatologia (assenza di informazioni nel campo "stato clinico") è pari al 50,3% a fronte del 2,5% del resto d'Italia nel periodo 13 dicembre 2020-13 gennaio 2021″.

Fontana: Il Tar dimostrerà che abbiamo ragione

"In difficoltà per proprie mancanze, l'Istituto Superiore di Sanità continua a spostare il tiro da quello che è il vero tema, ovvero il mal funzionamento dell'algoritmo per il calcolo dell'Rt", è la replica del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta quanto sostenuto dall'Istituto Superiore di Sanità. "Uscite a orologeria con un solo obiettivo: colpire la Lombardia. Non solo dal Governo, ma ora anche da quello che dovrebbe essere un organo terzo come l'Istituto Superiore di Sanità e che invece veste sempre più i panni di una parte politica. Aspettiamo fiduciosi il giudizio del Tar del Lazio – conclude Fontana – per dimostrare che abbiamo ragione noi".