"Cercherò di mantenere la mia consueta pacatezza anche se dovrò fare molto fatica per mantenerla, credo che la misura alla quale questo Consiglio regionale è giunta credo sia ormai colma". Così un inviperito Attilio Fontana nel suo intervento in Consiglio regionale per riferire sulla presunta rettificati dei dati per favorire il passaggio in zona arancione della Lombardia.

Il governatore lombardo ha dichiarato che "la mancanza di rispetto nei confronti dei lombardi è andata oltre i limiti", ribadendo che la Regione "invia tutti i giorni i dati certificati in modo corretto come attestato anche dall'Iss", i cui dati, ha precisato Fontana, "non erano mai stati neppure da noi contestati". Quindi, il presidente della Giunta ha spiegato che "nel report 35 abbiamo notato una discrepanza tra Rt sintomi e il resto degli indicatori, incluso Rt ospedaliero, orientati verso uno scenario di tipo 2 (zona arancione)". In virtù di ciò, la Lombardia ha deciso di ricalcolare l'Rt sintomi chiedendo una valutazione "più coerente da parte della Cabina di Regia che tenesse conto anche di Rt ospedaliero e di pesare nuovamente questi indicatori". Nella ricostruzione di quanto avvenuto, Fontana spiega dunque che "contestualmente la componente tecnica dell’assessorato si è confrontato con l'Iss ed è emerso che il picco Rt sintomi era dovuta a criticità di estrapolazione dei dati da parte Iss". Per questo motivo, ha aggiunto il governatore, "abbiamo chiesto a Iss il 19 gennaio di procedere alla verifica dei dati per recepire modifiche tecniche senza rinvio dati".

Fontana ha poi rispedito nuovamente al mittente le accuse di aver cambiato i dati, tuonando che "nessuna rettifica è stata fatta", bensì "un'integrazione di dati chiesta dall'Iss e i flussi sono stati inviati sempre correttamente". In merito, poi, al presunto errore su un inserimento non corretto dei dati riguardanti i guariti, spacciati per contagiati, il governatore ha spiegato che "i nostri tecnici non hanno mai inserito in modo artificioso i dati" e "la mancata registrazione dei guariti è una falsa notizia". "Non è corretto – ha proseguito ancora il governatore – che il destino di una Regione possa essere legato ad un indicatore esile come l'Rt sintomo" ed "è impensabile che la compilazioni di campi indicati come facoltativi determini la collocazione in una zona rossa. Per questo avevamo chiesto la sospensione per 48 ore e non ci è rimasto che ricorrere al Tar, senza questo ricorso adesso saremmo ancora in zona rossa". In conclusione, Fontana ha sottolineato: "Non accetto che la Lombardia venga calunniata con mistificazioni della realtà. Non per me. Non per la mia Giunta. Ma per i lombardi".