Grey Villalba uccisa con 15 coltellate a Vergiate, il compagno Marco Panichi resta in carcere per omicidio
Il giudice per le indagini preliminari Mario Cervellino del Tribunale di Avezzano (in provincia dell'Aquila) ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare della custodia in carcere per Marco Panichi. Il 53enne è accusato dell'omicidio volontario della compagna Grey Noralba Sanmartin Villalba, che ha ucciso lo scorso giovedì 22 ottobre in un appartamento di Vergiate (in provincia di Varese) con 15 coltellate al culmine di una lite. Difeso dall'avvocato Leonardo Casciere, Panichi durante l'interrogatorio durato oltre due ore ha sostenuto di averla colpita in risposta a un'aggressione della stessa 36enne, la quale lo avrebbe ferito con la lama accusandolo di tradimento. Per oggi, martedì 27 ottobre, il procuratore capo Maurizio Maria Cerrato di Avezzano ha disposto un’ispezione medico-legale per verificare se le lesioni riportate dal 53enne alle braccia siano compatibili con la sua versione della vicenda.

Panichi si era presentato nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre presso la caserma dei carabinieri di Avezzano confessando di aver ucciso la compagna. Subito dopo, i carabinieri della Compagnia di Gallarate sono entrati insieme ai vigili del fuoco nell'appartamento di Vergiate indicato dal 53enne, trovando il corpo senza vita di Villalba nella camera da letto. Stando a quanto emerso da un primo esame medico, la 36enne originaria della Colombia era stata raggiunta da 15 fendenti tra torace e collo. Nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia.
L'omicidio, come raccontato dallo stesso Panichi, si sarebbe consumato la mattina del 22 ottobre, subito dopo colazione. Il 53enne, originario di Civitella Roveto (L'Aquila), è un piccolo imprenditore che si è trasferito al Nord per questioni di lavoro, mentre Villalba viveva nelle Marche ed erano soliti incontrarsi nell'appartamento che lui usava a Vergiate. Quella mattina, però, la 36enne avrebbe trovato una fotografia di una donna in un vecchio telefono del 53enne e da lì sarebbe esplosa la lite.
Sempre secondo la versione di Panichi, Villalba lo avrebbe colpito con un coltello da cucina a un braccio e a una mano. Il 53enne l'avrebbe, quindi, disarmata e avrebbe usato poi la stessa lama per ucciderla. "Ha afferrato il coltello e ha cominciato a colpirmi", ha detto durante l'interrogatorio con il giudice, "continuava e ripetermi che mi avrebbe fatto uccidere da alcuni suoi conoscenti". Come appreso nei giorni scorsi da Fanpage.it, Panichi si è cambiato i vestiti e fatto una doccia. Dopodiché, con un furgone noleggiato il giorno prima ha guidato per oltre 700 chilometri fino ad Avezzano. Lù ha incontrato il padre, al quale ha raccontato tutto, e insieme a lui si è presentato in caserma per costituirsi.
Su disposizione del gip, Panichi ora si trova in carcere per omicidio volontario aggravato. Intanto, però, gli investigatori sono al lavoro per chiarire il contesto nel quale si è sviluppato. Il 53enne, infatti, ha detto che quella non era la prima aggressione che subiva da parte della donna, ma che finora non aveva mai reagito. Il fascicolo sarà presto trasferito per competenza territoriale alla Procura di Busto Arsizio.