Ex ballerina trovata morta nel Milanese, chiesti 12 anni per il compagno: “L’ha picchiata, ma non voleva uccidere”

La Procura di Milano ha chiesto di condannare Konrad Marek Daniec a 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, e non per omicidio volontario. La richiesta è stata formulata dalla pm Francesca Crupi durante l'udienza di oggi, giovedì 21 maggio, in Corte d'Assise nel processo a carico del 43enne, imputato per la morte della compagna Hanna Herasimchyk. La 46enne, ex ballerina, era stata trovata senza vita il 13 giungo 2024 in un appartamento a Pozzuolo Martesana. Secondo l'accusa, la perizia medico-legale eseguita sul corpo della 46enne non consentirebbe di stabilire "oltre ogni ragionevole dubbio" che Daniec l'avesse uccisa intenzionalmente, ma che comunque l'avrebbe "aggredita, picchiata" provocandole lesioni che avrebbero "inciso" sul decesso, avvenuto per miocardite. Oggi parlerà anche la difesa del 43enne.

La morte di Herasimchyk e la scarcerazione di Daniec
Era stato proprio Daniec a chiamare i soccorsi la notte del 13 giugno 2024. Il 43enne, autotrasportatore di origine polacca, aveva raccontato di essere rientrato nell'appartamento di Pozzuolo Martesana dopo una trasferta e di aver trovato la compagna bielorussa riversa sul pavimento, già senza vita. A dicembre Daniec era stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Secondo l'accusa, il rapporto tra i due era violento (anche se senza denunce) e lui l'avrebbe strangolata durante una lite.
Gli avvocati Elisa Marabelli e Lorenzo Puglisi, che difendono Daniec, hanno chiesto successivamente una perizia medico-legale. La Corte d'Assise di Milano ha affidato l'incarico al perito Giorgio Alberto Croci, il quale ha stabilito che il decesso di Herasimchyk era stato dovuto a una miocardite di cui era affetta, mentre i segni trovati sul corpo della donna non sarebbero compatibili con una morte violenta. Così, lo scorso febbraio il 43enne era stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari.
La Procura: "Sapeva della sua salute compromessa"
Alla luce dei risultati della perizia, durante l'udienza di oggi la pm Crupi ha chiesto di riqualificare il reato da omicidio volontario a preterintenzionale, in quanto "non ci sono elementi per sostenere oltre ogni ragionevole dubbio" il dolo. Per l'accusa, dopo una "ennesima lite" Daniec l'avrebbe "aggredita, picchiata, lei può aver battuto la testa e lui l'ha lasciata lì" a terra. Secondo la procuratrice, il 43enne "sapeva della sua situazione di salute compromessa" e tutto questo avrebbe "inciso" sulla morte di Herasimchyk.
Per quanto riguarda "quegli iniziali segni di asfissia sul collo" e le lesioni "attorno a bocca e collo" emersi nell'autopsia, per Crupi "potrebbero essere legati al fatto che lui non voleva che gridasse mentre la picchiava". La pm ha chiesto quindi una condanna a 12 anni per Daniec, per il quale la morte dell'ex ballerina "non fu voluta ma era prevedibile".