Emergenza personale al Tribunale di Milano, per oltre un mese l’ufficio gip-gup garantirà “solo attività prioritarie”

A partite dal 15 maggio e fino al 30 giugno l'Ufficio dei Giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Milano garantirà solo le attività considerate prioritarie. A comunicarlo è stata la presidente della Sezione Gip-Gup Vincenza Maccora attraverso un documento interno di 11 pagine nel quale definisce la situazione come "critica". Giudici e assistenti giudiziari, infatti, sono colpiti da una "emorragia del personale" che non consente loro di portare a termine tutti gli incarichi previsti e per questo motivo è stato stilato un elenco di procedimenti urgenti sui quali per un mese e mezzo saranno concentrate le risorse disponibili. Tra questi, rientrano le convalide di fermi e arresti, la misure cautelari e i provvedimenti urgenti legati al Codice Rosso. La maggior parte delle udienze preliminari e dei procedimenti, invece, saranno ricalendarizzati.
La cosiddetta "emorragia" indicata dalla presidente Maccora sarebbe determinata da vari fattori. Alla carenza di personale già più volte denunciata in passato, si aggiunge la necessità di smaltire le ferie per gli addetti all'ufficio del processo proprio entro il 30 giugno. Inoltre, nel documento si parla di una "manifesta stanchezza del personale e una continua richiesta di trasferimento in altri settori", come quello amministrativo o il civile, che non prevedono la presenza oltre l'orario ordinario e le responsabilità connesse all'esecuzione di provvedimenti che incidono sulla libertà personale e sui beni patrimoniali".
A partire dal 15 maggio, dunque, "le forze in campo" non consentiranno per oltre un mese "di garantire il servizio oggi prestato rispetto a tutti gli affari di competenza della Sezione", rendendo dunque necessaria una riorganizzazione temporanea del lavoro. Come spiegato dal presidente del Tribunale Fabio Roia al Fatto Quotidiano, la carenza è "superiore al 50 per cento per il personale amministrativo a tempo indeterminato e del 40 per cento per gli addetti all’ufficio per il processo".
Intervistato dal quotidiano La Repubblica, il nuovo presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Giuseppe Tango ha ribadito come la prima riforma della giustizia dovrà essere "la più semplice: adeguare personale e risorse alla media europea". Quanto sta accadendo negli uffici del Tribunale di Milano è stato definito come un "grave campanello di allarme" che, secondo Tango, prova che "servirebbero almeno altri 5mila magistrati". Per domani, mercoledì 29 aprile, è previsto un incontro tra il presidente di Anm, eletto appena un mese fa, e il ministro della Giustizia Carlo Nordio.