Il saluto romano davanti alla villa dove fu fucilato Mussolini (Foto: Giancristofaro/Fanpage.it)
in foto: Il saluto romano davanti alla villa dove fu fucilato Mussolini (Foto: Giancristofaro/Fanpage.it)

Alla fine il copione che si ripete ormai da anni a Dongo e Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, è andato in scena anche stavolta. Un centinaio di persone, per lo più vestite di nero, hanno commemorato l'arresto e la fucilazione di Benito Mussolini recandosi "in pellegrinaggio" nei luoghi che furono teatro di questi eventi storici, tra il 27 e il 28 aprile del 1945. Si sono riviste le braccia tese nel saluto romano al momento del rito del presente, davanti ai cancelli di villa Belmonte a Giulino di Mezzegra, luogo in cui secondo la storiografia ufficiale sono stati fucilati il "duce del fascismo" e la sua compagna Claretta Petacci. E il triste rito del saluto romano ha anche occupato parte di piazza Paracchini a Dongo, dove vennero fucilati il 28 aprile del 1945 gli altri gerarchi fascisti catturati assieme a Mussolini.

In centinaia anche al contro presidio dell'Anpi: "Bella ciao" contro i saluti romani

A differenza degli altri anni, quest'anno però dall'altra parte della piazza, separati da poliziotti in assetto antisommossa, si sono ritrovati anche centinaia di militanti dell'Anpi e di altre realtà democratiche e antifasciste. Caduto nel vuoto l'appello alle istituzioni affinché vietassero il raduno dei "nostalgici", ritenuto un momento di apologia del fascismo e come tale vietato dalla legge Scelba, l'Anpi ha infatti organizzato un contro presidio per dire "no al fascismo sul Lario". Le note di "Bella ciao" e altri slogan hanno così fatto da contraltare ai tristi rituali dei nostalgici del Ventennio. Nonostante il clima teso, con le camionette della polizia schierate a Dongo fin dalle prime ore della mattinata, non ci sono stati incidenti tra le due diverse fazioni, né con le forze dell'ordine.

(Ha collaborato Simone Giancristofaro)