Gianna Del Gaudio e Daniela Roveri
in foto: Gianna Del Gaudio e Daniela Roveri

Due dna estremamente compatibili che indicherebbero la possibilità che dietro gli omicidi di Gianna Del Gaudio e Daniela Roveri ci sia la stessa persona. È questa l'ipotesi di Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris di Parma e consulente genetista dell’imputato Antonio Tizzani, il marito di Gianna Del Gaudio a processo con l'accusa di aver ucciso la moglie nella notte tra il 26 e il 27 agosto del 2016 nella loro villetta di Seriate, in provincia di Bergamo. Ed è proprio durante una delle udienze del processo che Portera ha avanzato una connessione tra l'omicidio della professoressa uccisa a Seriate e la manager Daniela Roveri, uccisa il 20 dicembre del 2016, nel suo appartamento nel quartiere Keplero di Bergamo.

Le due donne uccise nel 2016 a quattro mesi di distanza con le stesse modalità

"C’è una forte compatibilità tra il Dna rilevato sul guanto trovato accanto al taglierino del delitto di Gianna Del Gaudio e il Dna individuato sul volto di Daniela Roveri", ha spiegato Portera. Il delitto di Daniela Roveri è stato archiviato nel dicembre 2019 dalla procura di Bergamo: le indagini non sono riuscite a dare un volto al killer della manager sgozzata con un taglierino nell'androne di casa da qualcuno che probabilmente conosceva bene le sue abitudini e che ha evidentemente preparato l'agguato con precisione. Sotto le unghie della 48enne gli inquirenti avevano trovato un profilo genetico così come sulla guancia, Dna che però non è risultato compatibile con nessun soggetto sospettato. Già al tempo, visto che il suo delitto è avvenuto quattro mesi dopo quello di Gianna Del Gaudio, le indagini hanno ipotizzato un collegamento tra i due omicidi che però non ha trovato riscontro. Per la professoressa uccisa a Seriate infatti i sospetti sono ricaduti quasi subito sul marito Antonio Tizzani che in passato si era reso protagonista di episodi di violenza domestica nei confronti della moglie.

Ci sono i presupposti per capire le compatibilità e per risolvere i casi

Contro di lui c'è il taglierino, quello secondo l'accusa utilizzato per colpire la moglie e ritrovato nel giardino di casa: è sull'arma che sarebbero state ritrovate alcune tracce di Dna dello stesso Tizzani. Ma secondo il consulente della difesa quel profilo genetico ritrovato potrebbe essere il risultato di una contaminazione avvenuta nei laboratori del Ris, tanto che le successive analisi sullo stesso campione non hanno confermato l’esito. Insieme col taglierino in un sacchetto di plastica però c'era anche un guanto ed è su questo che è stato trovato il Dna risultato compatibile con quello prelevato sotto le unghie della Roveri: secondo Portera ci sarebbero 23 marcatori sovrapponibili tra i due profili, segno che potrebbe esserci la stessa persona dietro i due delitti. Nessun serial killer però ci tiene a specificare: "La compatibilità è forte, l’identificazione di Ignoto 1 è abbastanza chiara: i due casi sono vicini non solo dal punto di vista del Dna ma anche nella dinamica – continua Portera – ci sono i presupposti per capire le compatibilità e per risolvere i casi".