Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani
in foto: Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

Ci sono tre intercettazioni ambientali raccolte nell'auto di Antonio Tizzani che potrebbero dare una svolta al processo che vede l'uomo imputato per l'omicidio della moglie Gianna Del Gaudio uccisa nella notte tra il 26 e il 27 agosto del 2016 nella villetta di Seriate, in provincia di Bergamo, dove viveva proprio col marito. In questi giorni si sta tenendo il processo e in aula sono stati fatti ascoltare proprio gli audio raccolti durante le indagini portate avanti dai carabinieri del nucleo operativo di Bergamo.

Scusami per quello che ti ho fatto, ho ammazzato un angelo

Stando a quanto riportato dall'EcodiBergamo si tratta di tre frasi pronunciate da Tizzani mentre è alla guida della sua auto. La prima risale al novembre 2016, l'uomo in auto da solo esclama: "Scusami per quello che ti ho fatto". Frase che secondo gli inquirenti sarebbe riferita proprio alla moglie uccisa con diverse coltellate. Ma sono la seconda e terza frase a essere più esplicite. È il febbraio 2017 quando Tizzani alla guida della sua Fiat Bravo pronuncia le seguenti parole: "Ho ucciso un angelo" e "Ho ammazzato mia moglie". Anche in questo caso secondo gli investigatori l'uomo le avrebbe rivolte a se stesso in una sorta di confessione: sarà proprio il marito della vittima che deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario a spiegarne il senso nella prossima udienza che si terrà il 26 ottobre.

Il figlio dell'imputato potrebbe essere accusato di falsa testimonianza

Intanto la pm Cocucci ha chiesto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza per il figlio della vittima Paolo e la moglie che sono stati ascoltati ieri in aula: secondo l'accusa infatti le testimonianze rese subito dopo l'omicidio dai due sarebbero state poco veritiere. Cosa poi ammessa anche da Elena Foresti, moglie di Paolo, che ha ammesso di aver calcato la mano su liti ed episodi di aggressione fisica del suocero ai danni della consorte.

L'omicidio di Gianna Del Gaudio

L'omicidio si è consumato nell'agosto 2016 poco dopo la mezzanotte: secondo quanto ricostruito dalle indagini Gianna Del Gaudio era in cucina intenta a lavare i piatti quando qualcuno l'ha aggredita alle spalle colpendola alla gola. È stato il marito a lanciare l'allarme chiedendo l'intervento del 112 e poi chiamando in aiuto il figlio Paolo che viveva poco distante. A tutti, dal primo momento, ha sempre raccontato di aver visto un uomo incappucciato fuggire dall'abitazione. Il giorno dopo Tizzani venne iscritto nel registro degli indagati, mentre dopo circa due mesi il 6 ottobre 2016, in una siepe a circa 500 metri dalla casa dell'omicidio venne trovato un taglierino chiuso in un sacchetto di plastica. Sopra vi erano tracce di sangue di Gianna Del Gaudio, oltre a del Dna poi risultato compatibile con quello di Tizzani. Per il pm Laura Cocucci, quella era l’arma del delitto.