Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani
in foto: Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

Ergastolo ad Antonio Tizzani per l'omicidio della moglie Gianna Del Gaudio. È questa la richiesta avanzata dalla pm Laura Cocucci durante l'udienza tenutasi a Bergamo per la morte dell'ex professoressa uccisa nella notte tra il 26 e il 27 agosto del 2016 a Seriate, in provincia di Bergamo. La pm ha chiesto di condannare il marito della donna, Antonio Tizzani, unico imputato, all'ergastolo per omicidio e a quattro anni e sei mesi per maltrattamenti.

Gianna Del Gaudio vittima per anni di maltrattamenti da perte del marito

"Tizzani ha brutalmente ucciso la moglie, capro espiatorio delle sue frustrazioni per la vita da pensionato senza più stimoli", le parole della dottoressa Cocucci in aula questa mattina dove ha sottolineato l'importanza della prova che inchioderebbe Tizzani, ovvero il Dna trovato sul cutter con cui è stata tagliata la gola alla vittima. Il taglierino fu ritrovato in un sacchetto delle mozzarelle poi lasciato in un'aiuola dietro la villetta dove si è consumato l'omicidio. Nello stesso sacchetto sono stati trovati anche un paio di quanti sui quali è stato individuato un altro Dna la cui appartenenza però non è stata chiarita, il cromosoma Y dello stesso Dna sarebbe stato trovato anche sul corpo di Daniela Roveri, uccisa il 20 dicembre dello stesso anno nel suo appartamento nel quartiere Keplero di Bergamo. Un dato al momento senza spiegazione che però la pm ha considerato neutro e che non minerebbe il quadro complessivo contro Tizzani.

La notte dell'omicidio di Gianna Del Gaudio

L'omicidio si è consumato nell'agosto 2016 poco dopo la mezzanotte: secondo quanto ricostruito dalle indagini Gianna Del Gaudio, che negli anni era stata vittima di numerosi maltrattamenti da parte del marito, era in cucina intenta a lavare i piatti quando qualcuno l'ha aggredita alle spalle colpendola alla gola. È stato il marito a lanciare l'allarme chiedendo l'intervento del 112 e poi chiamando in aiuto il figlio Paolo che viveva poco distante. A tutti, dal primo momento, ha sempre raccontato di aver visto un uomo incappucciato fuggire dall'abitazione. Il giorno dopo Tizzani venne iscritto nel registro degli indagati, mentre dopo circa due mesi il 6 ottobre 2016, in una siepe a circa 500 metri dalla casa dell'omicidio venne trovato un taglierino chiuso in un sacchetto delle mozzarelle. Sopra vi erano tracce di sangue di Gianna Del Gaudio, oltre a del Dna poi risultato compatibile con quello di Tizzani. Per il pm Laura Cocucci è sempre stata quella l'arma del delitto.