Detenuto si dà fuoco nel carcere Cà del Ferro, è gravissimo: aperto un fascicolo d’indagine
Il 30 luglio scorso, un detenuto si è dato fuoco all'interno del carcere di Cà del Ferro a Cremona. Era stato trasferito da Busto Arsizio, che si trova in provincia di Varese. Attualmente è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Niguarda di Milano. Sul caso, il pubblico ministero Giannangelo Maria Fagnani ha aperto un fascicolo d'indagine.
Stando a quanto è stato diffuso fino a questo momento, sembrerebbe che l'uomo avesse cominciato un percorso in una comunità per disintossicarsi. Poi, per motivi sconosciuti, era stato trasferito in carcere. Proprio nell'istituto penitenziario cremonese, avrebbe partecipato a diversi lavori di manutenzione delle palazzine che si trovano all'interno della mura. Nove giorni fa, invece, avrebbe compiuto l'estremo gesto.
Gli agenti della polizia penitenziaria, stando a quanto riportato dal sindacato autonomo polizia penitenziaria, sono intervenuti subito: hanno immediatamente prestato i primi soccorsi, hanno messo in sicurezza l'area e poi hanno chiesto l'intervento del personale sanitario. I medici hanno fornito le prime cure e poi hanno deciso per il trasferimento all'ospedale Niguarda dove è presente il centro ustioni. Sappiamo che è in condizioni gravissime, ma non è chiaro quante ustioni abbia riportato e se siano stati già necessari interventi chirurgici.
Quanto accaduto a Cremona è solo l'ennesimo gesto estremo. Ogni anno, aumenta il numero di detenuti che tenta il suicidio o riesce nell'atto. Le condizioni estreme in cui sono costretti a vivere, mette a dura prova la salute mentale – e spesso anche fisica – di chi è trattenuto: sovraffollamento, strutture in condizioni degradanti, carenza di personale medico, educativo, psicologico e anche penitenziario. Una situazione che, in estate e in inverno con le alte o le basse temperature, è destinata sempre più a diventare esplosiva, degradante e in ampio contrasto con il rispetto dei diritti umani.