Centinaia di persone, più di quante il Duomo di Como potesse contenerne per via delle restrizioni legate al Covid. La folla commossa e silenziosa che si è radunata ieri sera è la testimonianza più concreta della profonda emozione suscitata dall'omicidio di don Roberto Malgesini, il "prete degli ultimi", com'è stato definito. Il sacerdote 51enne è stato ucciso ieri mattina a coltellate proprio da uno degli "ultimi" che assisteva e a cui stava portando, come tutti i giorni, la colazione. L'omicida, un cittadino tunisino con problemi psichici, dopo il delitto si era costituito e nella serata di ieri ha confessato: il movente è "esclusivamente riconducibile al convincimento di essere una vittima di un complotto che ne avrebbe determinato il rimpatrio in Tunisia", ha spiegato la procura di Como in una nota, escludendo l'ipotesi del fanatismo religioso. Per l'uomo, che è stato trasferito in carcere, sarà formalizzata l'accusa di omicidio volontario.

Centinaia di persone nella Cattedrale e all'esterno per il prete degli ultimi

Il vescovo di Como Oscar Cantoni aveva invitato a pregare "per don Roberto, per la sua famiglia e anche per colui che lo ha colpito mortalmente". Tra coloro che conoscevano il sacerdote non c'è infatti spazio per le polemiche: "Lo conoscevamo perché tutte le mattine faceva il giro per portare le colazioni alle persone in stato di fragilità – ha raccontato a Fanpage.it un amico del sacerdote -. Non aiutava solo i migranti o gli stranieri: aiutava le persone, le persone in difficoltà". E il rettore della Basilica di Sant'Abbondio, don Andrea Messaggi, ha aggiunto: "Un prete è morto facendo quello che gli era chiesto di fare". Alle 20.30 di ieri erano 300 le persone riunitesi nella Cattedrale di Como per il rosario recitato dal vescovo Cantoni: altrettante quelle che, con una candela in mano, hanno partecipato in piazza del Duomo alla funzione religiosa. Per il vescovo comasco don Malgesini era "un Santo della porta accanto per la sua semplicità, per l’amorevolezza con cui è andato incontro a tutti, per la stima che ha ricevuto da tanta gente anche non credente o non cristiana, per l’aiuto fraterno e solidale che ha voluto dare a tutti".