Il presunto assassino di don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso nella mattinata di martedì 15 settembre a Como da un senzatetto irregolare, ha ritrattato la sua confessione di colpevolezza.

Il presunto assassino ritratta: Non ho ucciso io don Roberto

Dopo l'arresto, Ridha Mahmoudi, 53enne di origini tunisine, aveva ammesso di aver commesso il crimine, come comunicato dalla Procura. Ora, invece, ha cambiato completamente versione. Interrogato nuovamente nella mattinata di oggi, giovedì 17 settembre, dal giudice per le indagini preliminari, il 53enne ha negato di aver commesso l'omicidio. Al giudice ha dichiarato: "Non sono io l'autore del delitto, non c'entro nulla". Secondo la sua prima confessione, invece, come certificato dal procuratore di Como, Mahmoudi aveva ricondotto il movente dell'assassinio al convincimento di essere vittima di un complotto per il suo rimpatrio nel quale anche il sacerdote aveva parte attiva, nonostante lo stesse aiutando dal momento in cui era arrivato in città.

Folla per don Roberto nel Duomo di Como

Intanto a Como resta enorme la commozione per la tragedia che si è consumata. Centinaia di persone si sono radunate nella serata di ieri, mercoledì 16 settembre, nel Duomo di Como per ricordare e commemorare don Roberto Malgesini. La grande partecipazione dei cittadini fa capire ulteriormente quanto la comunità comasca apprezzasse la figura del sacerdote e il suo impegno nel sociale che gli è valso il soprannome di "martire per la carità". Tutti coloro che lo conoscevano hanno speso parole d'amore per il prete di strada che dall'inizio della sua carriera sacerdotale si è messo dalla parte degli ultimi.