14 Settembre 2021
21:00

Cocaina nell’auto della collega: l’ex capo dei vigili va agli arresti domiciliari

È stato posto agli arresti domiciliari Salvatore Furci, l’ex comandante della polizia locale di Trezzano sul Naviglio. L’uomo era stato arrestato ad aprile con l’accusa di aver messo della cocaina nella macchina del comandante della polizia locale di Corbetta, Lia Vismara. Furci è accusato di calunnia e detenzione di droga: a scarcerarlo è stato il tribunale.
A cura di Ilaria Quattrone

È stato posto agli arresti domiciliari Salvatore Furci, l'ex comandante della polizia locale di Trezzano sul Naviglio – comune in provincia di Milano – che era stato arrestato cinque mesi fa con l'accusa di aver messo della cocaina nella macchina del comandante della polizia locale di Corbetta, Lia Vismara. L'azione era stata conseguenza di una vendetta per essere stato licenziato. Furci è accusato di calunnia e detenzione di droga: a scarcerarlo è stato il tribunale. Il giudice Maria Pia Blanda ha infatti accolto l'istanza dell'avvocato difensore Gabriele Minniti. Il dibattimento è stato poi rinviato al prossimo 24 settembre.

Cos'è successo a gennaio 2020

Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2020, la comandante Vismara è stata fermata da alcuni carabinieri dopo essere uscita dalla palestra. La sua auto è stata perquisita e all'interno erano stati trovati tre grammi di cocaina. A segnalare la presenza della droga all'interno della macchina, era stata una voce camuffata. Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di Mariglen Memushi identificato e in seguito arrestato. L'uomo ha raccontato di aver ricevuto dei soldi falsi e che la cocaina sarebbe stata nascosta nel veicolo.

La difesa del sindaco di Corbetta

Sulla vicenda si era espresso anche il sindaco di Corbetta Marco Ballarini che fin dall'inizio aveva difeso a spada tratta la comandante: "Per quindici mesi ci siamo battuti per la giustizia e non possiamo che dire grazie alla Procura e all'avvocato Roberto Grittini. Finalmente siamo riusciti ad arrivare a una prima verità". Per il primo cittadino si è trattato di un complotto pilotato e di stampo mafioso "per attaccare il Comune". Per il sindaco, il comandante di Trezzano sarebbe stato aiutato e coperto da alcuni colleghi, ma nessun nome è emerso.

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