Potrebbe chiudere la sezione 41 bis di Opera, non sarà più “carcere duro”: la riorganizzazione del circuito speciale
Nel carcere di Opera potrebbe chiudere la sezione destinata ai detenuti sottoposti al regime del 41 bis. Tale decisione, come riferito a Fanpage.it, rappresenterebbe un nuovo tassello della più ampia riorganizzazione del circuito del "carcere duro" avviata dal Dap (il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria) che punta a concentrare i detenuti in un numero più limitato di istituti specializzati. Tuttavia, contattato da Fanpage.it, il carcere ha commentato riferendo di non avere ancora "nessuna notizia di una chiusura definitiva".
La riorganizzazione del 41 bis
Il percorso di riassetto aveva già avuto un passaggio decisivo alla fine di giugno quando il Ministero della Giustizia aveva annunciato il completamento dell'operazione "Argus". In due giorni erano stati trasferiti 128 detenuti sottoposti al regime previsto dall'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario dagli istituti di Milano, Novara, Cuneo e Tolmezzo alla casa di reclusione di Vigevano, individuata con decreto ministeriale del 18 giugno 2026 come nuova articolazione del circuito speciale.
L'operazione, definita dal Ministero "completata con successo", ha richiesto una complessa attività di pianificazione e coordinamento tra le strutture centrali e territoriali del Dap. Le movimentazioni sono state gestite dal Gruppo Operativo Mobile della Polizia penitenziaria, con l'impiego integrato di vettori terrestri e aerei, a conferma della delicatezza dei trasferimenti che riguardano detenuti considerati di massima pericolosità.
La possibile chiusura della sezione di Opera si inserirebbe, dunque, in questa strategia di razionalizzazione: l'obiettivo sarebbe quello di ridisegnare la geografia del 41 bis, concentrando il circuito speciale in strutture dedicate, con un'organizzazione ritenuta più efficiente sotto il profilo della sicurezza e dell'impiego del personale.