I militari della Guardia di Finanza di Chiasso nelle scorse ore hanno sequestrato un carico di 20.610 chili di particolato di metalli ferrosi e l'autoarticolato che li trasportava. L'accusa è di violazione della normativa sul trasporto dei rifiuti: il carico è stato bloccato al confine della Svizzera dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane di Ponte Chiasso e dalle Fiamme Gialle. Stando alle prime informazioni, durante i controlli alla dogana sono stati rilevati delle incongruenze tra l'itinerario di viaggio e l'indicazione di una società svizzera quale “generatore di rifiuto” riportata sul documento della spedizione. Così insospettiti i funzionari hanno provveduto alla perquisizione e ai controlli.

La merce dalla Svizzera stava ritornando in Italia

Dagli accertamenti è emerso anche un'anomalia sulla qualità della merce: il materiale nei documenti era stato dichiarato come “ritagli, sfridi o lingotti” ma che si presentava, in realtà, come scarti, sotto forma di polveri di metalli ferrosi. Stando, invece, a quanto precisato dall'autista dell'autoarticolato ai militari della Guardia di Finanza, i metalli ferrosi non erano stati consegnati in Svizzera su precise istruzioni del titolare dell'azienda e pertanto stava riportando la merce in Italia con nuovi documenti forniti da un intermediario svizzero per la riconsegna definitiva del carico. Per i funzionari e i militari si è trattato di una spedizione illegale di rifiuti.

A ottobre sequestrati altre 24mila tonnellate di rifiuti illegali

Non è che l'ultimo sequestro di rifiuti delle forze dell'ordine in Lombardia: lo scorso ottobre la Procura di Milano aveva posto sotto sequestro circa 24mila tonnellate di rifiuti illegalmente smaltiti da  vari impianti di stoccaggio. Un traffico illecito di rifiuti che ha portato 400 carabinieri del Noe, insieme alla collaborazione dal Gruppo per la Tutela Ambientale di Milano. Allora era scattata un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Alessandra Simion, nei confronti di una organizzazione attiva in tutto il Nord: nel corso delle indagini sono stati denunciati in stato di libertà 7 indagati e sono state sequestrate 7 aziende nel settore del trattamento dei rifiuti e 9 capannoni industriali insieme a vari automezzi, anche appartenenti a società di trasporto e utilizzati nelle attività criminali, per un importo complessivo di circa 6milioni di euro. Attività che gli indagati esercitavano in tutto il Nord Italia: l'accusa era di "attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti", "gestione di rifiuti non autorizzata" e "realizzazione di discariche abusive".