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Notizie sulla scomparsa di Greta Spreafico

Il caso di Greta Spreafico: dalla scomparsa alla riapertura delle indagini per omicidio

Greta Spreafico, cantante Rock originaria di Erba (Como) è sparita tra il 3 e il 4 giugno 2022 da Porto Tolle (in provincia di Rovigo). Nelle settimane scorse è stata aperta un’indagine dalla Procura di Rovigo per omicidio.
A cura di Redazione Milano
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Della cantante rock Greta Spreafico non si hanno più notizie dal 4 giugno 2022. La 53enne di Erba (Como) si trovava a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, quando è scomparsa. Si trovava in Veneto per vendere la casa di famiglia, ma all'appuntamento con il notaio non si è mai presentata. L'ultima volta che è stata vista si stava allontanando da un bar a bordo della sua auto, una Kia Picanto nera, che non è ancora stata ritrovata.

A oggi non ci sono novità in merito al suo ritrovamento. Le indagini sono state riaperte dalla Procura di Rovigo "verosimilmente per omicidio", come ha spiegato il consulente della famiglia Davide Barzan. Ci sarebbe un indagato, ma sulla sua identità non si hanno ancora notizie.

Chi era Greta Spreafico, la cantante rock scomparsa a Rovigo

Greta Spreafico aveva 53 anni quando è sparita. Originaria di Erba, viveva da qualche tempo in un’altra abitazione nel comune di Porto Tolle, in località Ca' Tiepolo, di proprietà della sua famiglia. Di lei si sa inoltre che era alta 1.50 metri, aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri.

Greta aveva iniziato una storia d'amore con un compagno con cui condivideva la passione per la musica. I due si conoscevano già da trent'anni, ma la loro relazione era iniziata solo da poco. Dalle informazioni su Greta, si è scoperto che la donna stava vivendo un periodo molto difficile a causa di una malattia.

L'ultimo a vederla è stato Andrea Tosi, un giardiniere originario di Adria. I due si erano conosciuti su Facebook, avvicinati dalla stessa passione per il rock. Il 2 giugno le telecamere di sorveglianza stradale li hanno ripresi nell'auto di lei in zona Barricata, vicino al mare.

Il 3, invece, avrebbero mangiato una pizza a casa di lui. Dopodiché avrebbero girato tutta la notte in macchina, sul Delta del Po, fermandosi un paio di volte a bere. Poi lei gli avrebbe proposto di dormire insieme, ma Tosi avrebbe rifiutato perché fidanzato.

Da allora, nessuno l'ha più vista. Alle 3:06 del 4 giugno il fidanzato di Greta ha ricevuto un messaggio: "Ti amo e ti voglio un mondo di bene. Buonanotte". Un sms che, a dire del compagno, gli è parso subito strano "in un anno e mezzo insieme non mi ha mai dato la buonanotte". I carabinieri hanno ritrovato il telefono di Greta sul tavolo della cucina della casa del nonno, dove si era sistemata temporaneamente.

Cos'è successo l'ultima notte: il messaggio al fidanzato prima di allontanarsi con la sua auto

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire quanto accaduto alla 53enne dopo aver salutato Tosi. Greta si sarebbe allontanata a bordo della sua Kia Picanto nera targata EF 080 DT. Verso le 3 di notte avrebbe infatti chiesto al suo compagno dove si trovasse l'auto, poi il silenzio.

"C'erano una serie di fattori che la rendevano molto fragile e secondo me era anche facile approfittarsi di una persona in questa situazione", ha sempre detto Simone Spreafico, il fratello di Greta.

La cantante soffriva di depressione dalla morte del padre, avvenuta nel 2018, e della paura di essere perseguitata. "Non c'era nessuno che volesse farle del male, nonostante le paure che aveva manifestato nell'audio inviato all'investigatore privato", ha spiegato suo fratello.

Le testimonianze e gli avvistamenti

Ezio Denti, l'investigatore privato ingaggiato da Greta, aveva reso noto l'audio che gli aveva inviato la cantante: "Voglio solo vivere, sono terrorizzata a morte (…).Io non so se sono in grado di sopportare emotivamente questa cosa (…). Confesso che sono estremamente impaurita e le ripeto che il motivo per cui l'ho cercata non è un movente economico".

La 53enne aveva dei problemi di salute. Era anche una chimica e durante gli anni di lavoro avrebbe inalato del materiale ferroso che nel tempo le ha provocato problemi fisici importanti. All'investigatore aveva chiesto di trovare chi la stava minacciando, visto che aveva intenzione di fare causa a quell'azienda. Denti, però, non trovò "nulla che potesse essere così pericoloso. Lei non ha voluto andare avanti con le indagini, così il mio lavoro finì lì. Due mesi dopo, lei sparisce".

Un camionista di passaggio in un bar di Adria aveva deciso nei primi giorni di dicembre di andare dai carabinieri per una deposizione. È sicuro, infatti, di aver visto Greta la mattina del 4 giugno, giorno della scomparsa, tra le 11 e le 11:30. "L'ho scambiata per una bracciante", ha raccontato.

L'ultimo avvistamento certo risale alle 3 della notte tra il 3 e 4 giugno, quindi, se confermato, questo aggiungerebbe un elemento in più sulla scomparsa della cantante. "Si è fermata qui, ha preso le sigarette, è andata al bagno e poi è uscita", ha detto il camionista che ricorda come Greta, riconosciuta dalle foto pubblicate sui social, non avesse rivolto parola a nessuno.

Le paure e le dichiarazioni del fratello di Greta

Il fratello di Greta, alla notizia della riapertura delle indagini da parte della Procura di Rovigo, si è detto "contento che su nostra richiesta hanno deciso di riaprire le indagini". A Fanpage.it ha spiegato che "è stato aperto un fascicolo a modello 21 che significa "notizia di reato con persona indagata nota". Non sappiamo di chi si tratti". Nessuno dei familiari è a conoscenza del motivo che possa aver spinto alla riapertura del caso: "Non sappiamo se abbiano deciso di riaprire le indagini sulla base di queste note o se gli investigatori stessi abbiano trovato elementi nuovi".

Per la famiglia sarebbe necessario fare alcuni approfondimenti su diversi aspetti emersi in questi due anni: "A meno che la Procura non sia in possesso di notizie diverse di cui non siamo al corrente, io credo che la maggior parte delle incongruenze siano riconducibili al fidanzato. Noi non lo abbiamo mai sentito: non ha mai risposto né alle nostre telefonate né ai nostri messaggi".

Riaperto il caso: si indaga per omicidio e si cerca la macchina nel Po

Alcuni residenti di Porto Tolle hanno segnalato la presenza di un'automobile nel fiume Po. I vigili del fuoco, su disposizione della Procura di Rovigo, hanno immediatamente avviato le ricerche del veicolo: "Stiamo vagliando la zona lungo l'argine come da indicazione della Procura per vedere se ci sono ulteriori elementi rispetto a quello che è già noto", hanno spiegato i pompieri.

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