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Cede la dose di cocaina fatale a Karine Cogliati e abbandona il suo corpo in un bosco: pizzaiolo condannato a 7 anni

Giuseppe Bernardini è stato condannato in primo grado a 7 anni e 4 mesi per spaccio, occultamento di cadavere e morte come conseguenza di altro reato. Nel febbraio 2025 il pizzaiolo di Carate Brianza (Monza) aveva ceduto la dose di cocaina rivelatasi fatale per Karine Cogliati e nascosto il suo corpo in un bosco.
Karine Cogliati
Karine Cogliati

La giudice dell'udienza preliminare Angela Colella del Tribunale di Monza ha condannato a 7 anni e 4 mesi, in primo grado con rito abbreviato, Giuseppe Bernardini ritenuto responsabile di spaccio, occultamento di cadavere e morte in conseguenza di altro reato. Sarebbe stato il 45enne, pizzaiolo a Carate Brianza, ad aver ceduto la dose di cocaina che si è rivelata fatale per Karine Cogliati la sera del 14 febbraio 2025. Invece di chiamare i soccorsi, Bernardini il mattino seguente aveva abbandonato il corpo ormai senza vita della 26enne in un bosco nei pressi del fiume Lambro e provato a scappare verso la Slovenia. La Procura aveva chiesto una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione.

La notte in motel e il malore fatale per Cogliati

Stando a quanto ricostruito dalle indagini, Bernardini oltre alla pizzeria avrebbe gestito anche un giro di spaccio di droga che avrebbe ceduto più volte a tossicodipendenti, che in alcune occasioni avrebbe anche impiegato come fattorini nella sua attività. Cogliati, 26enne italo-brasiliana di Biassono, sarebbe stata una di loro.

Bernardini e Cogliati avevano trascorso insieme la notte del 14 febbraio 2025 nella stanza di un motel di Lissone. Secondo l'accusa, sarebbe stato in quel momento che il 45enne avrebbe ceduto la dose di cocaina alla ragazza che le ha portato il malore poi rivelatosi fatale. Al mattino del 15 febbraio, il 45enne ha trasportato il corpo della 26enne fino a una zona boschiva nella periferia di Carate, abbandonandolo tra la vegetazione. Poco dopo, un passante ha notato il corpo della ragazza raggomitolato in una felpa e ha dato l'allarme.

L'arresto di Bernardini e la condanna in primo grado

I carabinieri erano risaliti subito a Bernardini che, sebbene incensurato, era stato filmato mentre si allontanava in auto dal bosco. Il 45enne ha guidato, poi, per diverso tempo diretto in Slovenia, ma a Trieste è stato bloccato e arrestato. All'inizio era accusato solo di occultamento di cadavere, ma in base a quanto emerso poi dalle indagini gli sono state contestate anche la morte di Cogliati in conseguenza di altro reato e spaccio.

Bernardini ha chiesto di essere processato con rito abbreviato e di poter accedere al percorso di giustizia riparativa. La Procura aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e 8 mesi, ma la gup Colella del Tribunale di Monza ha deciso di andare oltre la richiesta disponendo la reclusione per 7 anni e 4 mesi.

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