"È una follia dire che Genovese fosse innamorato della mia assistita. Leali sta esagerando, si è spinto davvero oltre. Abbiamo depositato già una querela contro di lui, oggi dovremmo presentarne una seconda per le dichiarazioni rilasciate in televisione”. L’avvocato Luigi Liguori è il difensore della ragazza 18enne violentata da Alberto Genovese e in questa fase che precede il processo è impegnato a tutelare la sua assistita da illazioni, offese e diffamazioni. Tali sono, a suo giudizio, le uscite pubbliche di Daniele Leali, il vocalist definito “braccio destro” dell’imprenditore digitale arrestato per lo stupro avvenuto il 10 ottobre nel suo attico a Milano e ora indagato dalla procura per spaccio di droga.

“Ci sono criteri che bisogna contenere e Leali li ha superati – dichiara a Fanpage.it l’avvocato Liguori -. Al momento lo abbiamo querelato solo per una storia di Instagram dell’8 dicembre, quando ha pubblicato dei commenti offensivi espressi da amici e contatti nei confronti della mia assistita. Lui è giuridicamente responsabile di quello che pubblica sul suo profilo, è come un direttore di giornale. Ha una responsabilità, non si può lanciare qualunque cosa. Questo è il principio giuridico, poi le frasi sono di altri e sono offese molto dure”.

"Dopo la violenza ha fatto la doccia…"

Il 19 dicembre Leali è rientrato in Italia dopo aver trascorso un mese in Indonesia, dove avrebbe avuto incontri di lavoro che pare non siano andati bene. Secondo quanto riferito dal suo avvocato Sabino Di Sibio, i contratti sono saltati a causa dell’immagine negativa associata a Leali. Il giorno dopo il suo ritorno a Milano ha partecipato alla trasmissione “Non è l’arena”, rilasciando dichiarazioni che sono diventate oggetto della prossima querela.

Non può permettersi di dire che la ragazza dopo la violenza si è fatta una doccia, è tornata nel letto e ha abbracciato Genovese – continua l’avvocato -. Sono molto offeso anche giuridicamente parlando, non si possono superare certi limiti". Leali ha inoltre spiegato che il suo amico gli aveva confidato di amare la ragazza, una versione espressa successivamente anche agli inquirenti e riportata nel fermo.

La percezione dell'amore di Genovese

“Nella mia percezione della serata trascorsa con la ragazza noi eravamo innamorati e stavamo trascorrendo una serata bellissima – ha messo a verbale Genovese – L’alterazione della realtà causata dalla quantità di droga che ho assunto io è paradossale. Subito dopo il giudice per le indagini preliminari scrive che "in realtà, nell’ampio periodo scandagliato" osservando i video delle telecamere "Genovese è rimasto sempre lucidissimo, disponendo del corpo della ragazza come meglio credeva, somministrandole nuova sostanza stupefacente tutte le volte che comprende che la predetta si stava destando". E pertanto: "Appare inverosimile sostenere che egli non avesse percezione della realtà o che, nella sua immaginazione, avesse trascorso una serata bellissima con la sua amata".

L'avvocato della 18enne: Di che amore parliamo? La ragazza era assente  

È sulla stessa linea di pensiero l’avvocato Liguori, che liquida l’ipotesi di un innamoramento parlando di una follia. "Il gip descrive una persona simile a una bambola di pezza, completamente priva di sensi. Di che amore possibile parliamo? Anche nei rapporti estremi c'è una parola di sicurezza che si usa per fermarsi, in quel caso era impossibile perché la ragazza era assente". La droga è la grande protagonista di questa vicenda e sarà uno dei perni anche in sede di giudizio. "Queste strategie non riesco a comprenderle. Leali in trasmissione ha descritto la mia assistita come una tossicodipendente, andando a screditare la sua immagine. Come dire, se l’è andata a cercare. La stessa cosa che dicono diverse persone seguendo, probabilmente, un piano preciso. La mia cliente ha dei video che dimostrano la violenza subita, ma altre ragazze che devono far valere solo la propria parola come pensa che reagiscano di fronte a simili attacchi mediatici? Una campagna del genere mette a tacere molte vittime”.

La festa dopo la violenza

L’altro punto nelle dichiarazioni di Leali che lasciano perplesso l’avvocato Liguori riguarda la presenza della ragazza a una festa 15 giorni dopo le violenze. Il vocalist ne parla come di un fatto, un evento da tener presente non è ben chiaro per quale motivo, ma secondo il difensore della 18enne rivelerebbe un giudizio, come se fosse più vittima se restasse nella sua cameretta, al buio, a piangere tutte le sue lacrime. "Io davvero non capisco perché debba essere rimproverata per essere andata a una festa. Per sua fortuna ha solo dei flash ed è la sua salvezza mentale. Lei ricorda poco di quella notte perché era stata pesantemente drogata. Quindi perché non dovrebbe ricominciare a vivere andando a una festa? Per di più era una situazione tra amici, in sicurezza, non si è messa in pericolo. Poi c’è chi non capirà e penserà che dopo una violenza del genere si debba aspettare di più e continuare a piangersi addosso per chissà quanti anni. Ma voglio ricordare che questa ragazza ha 18 anni".