Carlo Acutis sapeva quando e come sarebbe morto e lo aveva raccontata alla mamma

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Carlo Acutis
Questa sera, domenica 27 settembre, andrà in onda il film dedicato alla vita e ai miracoli di Carlo Acutis, il 15enne di Milano morto nel 2006 a causa di una leucemia fulminante, proclamato beato nel 2020 e santo nel 2025. La madre: “Sapeva quando sarebbe morto”.

La vita di Carlo Acutis – il 15enne di Milano morto nel 2006 a causa di una leucemia fulminante, proclamato beato nel 2020 e santo nel 2025 – è quella di un normale adolescente a cui piaceva giocare a calcio e ai videogiochi, trascorrere il tempo con gli amici, usare il computer.

Mamma Antonia, parlando di suo figlio, ha sempre detto che era "un ragazzo normalissimo che ha avuto una vita ordinaria, ma tutto quello che faceva lo faceva per Gesù". La morte del ragazzo è stata per i genitori un fulmine a ciel sereno: "Era sano come un pesce, non ce lo aspettavamo". Appena scoperta la malattia il ragazzo è entrato in ospedale per tutte le cure del caso. Ma come racconta sempre la madre, Carlo sapeva che sarebbe morto di lì a poco: "Quando entrò in ospedale disse mamma da qui io non esco vivo, ma ti manderò tanti segni". Antonia Salzano Acutis afferma che due mesi prima di morire Carlo aveva registrato un video in cui diceva: "Quando arriverò a pesare 70 chili sono destinato a morire".

Nato a Londra il 3 maggio 1991, Carlo era figlio di Andrea Acutis, esponente dell'alta borghesia di Torino ed ex presidente di Vittoria Assicurazioni, e di Antonia Salzano. La famiglia viveva nel Regno Unito per motivi di lavoro del padre di Carlo, corporate finance executive presso una banca d'affari, ma si è presto trasferita a Milano.

Proprio a Milano Carlo ha frequentato la scuola elementare e media presso le suore Marcelline e il liceo classico presso l'Istituto Leone XIII dei gesuiti, mentre accanto al percorso scolastico frequentava regolarmente le attività della parrocchia presso la chiesa di Santa Maria Segreta.

Ed è sempre a Milano che il 15enne segue la sua vocazione religiosa, dedicandosi alla preghiera e al volontariato nella mensa dei Cappuccini e delle suore di Madre Teresa. Una fede non appresa in famiglia (non praticante) ma coltivata e sviluppata nel poco tempo che il giovane ha avuto a disposizione, prima di morire per quella che sembrava a tutti gli effetti una semplice influenza e che, in pochi giorni, ha consumato il giovane fino alla fine.

Il mio nome è Carlo è il film tv diretto da Giacomo Campiotti in onda oggi–  domenica 27 settembre, in prima serata, su Canale 5 e disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity – che racconta tutta la vita del giovane, dalla sua quotidianità alle suo amore per Gesù fino alla sua morte.

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