Cantù, il falegname Aldo Marra ucciso a coltellate al bar. L’aggressore: “Mi sfotteva per l’accento”

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Il falegname Aldo Marra, ucciso a Cantù
Un falegname 55enne, Aldo Marra, è stato ucciso a coltellate in un bar di Cantù. L’aggressore è stato fermato dai carabinieri: è un 33enne italiano.

Una lite al bar finisce in tragedia a Cantù, in provincia di Como, dove oggi pomeriggio, il falegname Aldo Marra, 55 anni, è stato ucciso a coltellate da un 33enne. "Mi sfotteva per l'accento calabrese", avrebbe detto l'aggressore, Cristian Maffia, ai carabinieri che l'hanno fermato e portato in caserma per l'interrogatorio. L'uomo, che ha diversi precedenti di polizia per droga, è accusato di omicidio. Avrebbe colpito con due pugnalate, una alla spalla e l'altra all'addome, il 55enne.

La vittima è rimasta gravemente ferita. Trasportato d'urgenza in ospedale, è morta poco dopo a causa delle forti emorragie. Marra lavorava come falegname in una azienda della zona, la Tabu, era sposato e papà di due figli. Aveva anche una grande passione per lo sport, portata avanti anche sul campo come allenatore e collaboratore della squadra di calcio dell'oratorio San Michele.

L'aggressione in un bar di Vighizzolo

Oggi pomeriggio è rimasto coinvolto in una lite in un bar tabacchi al Bivio di via Montello, nella frazione di Vighizzolo. Il litigio, per futili motivi, sarebbe iniziato all'interno del locale, ma sarebbe poi proseguito anche all'esterno, dove il 33enne avrebbe aggredito la vittima a coltellate. Inutile il tentativo di soccorso all'ospedale Sant'Anna di Como. L'uomo è morto nonostante il tentativo disperato dei medici di salvargli la vita.

I carabinieri stanno indagando sulla vicenda per chiarire tutti gli aspetti. Sono state raccolte le numerose testimonianze degli avventori del bar. Non è chiaro se il motivo del litigio sia legato proprio allo sfottò per l'accento, come avrebbe detto Maffia ai carabinieri. Tra le varie ipotesi al vaglio quella che il 33enne stesse infastidendo in qualche modo i clienti del locale e che il 55enne possa averlo ripreso, magari invitandolo ad uscire. Indagini in corso anche sul possesso del coltello. Non si esclude che il 33enne fosse uscito di casa già armato. Ai carabinieri avrebbe raccontato di averlo portato con sé per paura di incontrare un conoscente al quale doveva alcune centinaia di euro.

"Un efferato atto di violenza che non resterà impunito – ha commentato il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni – Sono in contatto con il Prefetto di Como e ho ringraziato l'Arma dei carabinieri che è tempestivamente intervenuta e ha prontamente fermato il presunto autore del reato. Un crimine così brutale e inumano non resterà impunito. Rivolgo alla famiglia della vittima e a tutta la comunità canturina, scossa da questo atroce delitto, il mio più profondo cordoglio e vicinanza".

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