Cristina Galletti e il suo cane Chloe (il secondo da sinistra), morto fulminato
in foto: Cristina Galletti e il suo cane Chloe (il secondo da sinistra), morto fulminato

Chiedono giustizia le sette famiglie dei cani rimasti fulminati da una fuga di corrente dopo l'abbondante nevicata dello scorso dicembre. "Perché per noi i nostri cani erano come figli, per questo porteremo i responsabili davanti a un giudice", si sfoga a Fanpage.it Cristina Galletti, la portavoce del gruppo. Bisogna tornare indietro al 29 dicembre a Cesano Boscone, paese alle porte di Milano, per capire dove tutto ha inizio: "Quel giorno ogni angolo del paese era ricoperto di neve – racconta Cristina -. Una mia amica si è offerta di portare a passeggio, insieme al suo pastore tedesco, anche i miei due cani, tra cui Chloe. Una passeggiata come tante, se non fosse per la neve".

Il 28 dicembre sono 12 le segnalazioni di cani che hanno preso la scossa

Ed è proprio la neve complice della fuga di corrente: "Non appena la mia cagnolina ha messo le zampe su un tombino ha preso la scossa ed è morta sul colpo. La mia amica mi ha chiamata disperata e abbiamo cercato di salvarla portandola immediatamente dal veterinario dove sono arrivati altri due cani con problemi cardiaci dopo aver preso anche loro la scossa. Ma per Chloe, che era a tutti gli effetti parte della mia famiglia, non c'è stato nulla da fare". Prende la scossa anche il pastore tedesco che, spaventato, scappa via per il paese per poi ritrovare la via di casa un'ora e mezza dopo. Dal 28 dicembre la stessa sorte di Chloe tocca anche a Axel, Caos, Chia, Eragon e Hurley. In tutto sono 12 le segnalazioni tra Milano, Opera, Sesto San Giovanni, Como, Bareggio (Milano) e Tavazzano (Lodi).

I responsabili davanti a un giudice

Stando alle prime ipotesi fatte quel giorno, la causa della fuga di corrente sarebbe dovuta a un cattivo isolamento dei cavi elettrici sotto l'asfalto: a fare da conduttore sarebbe stata proprio la neve. Subito dopo l'accaduto Enel, contattata da Fanpage.it, si era attivata per capire cosa fosse successo facendo anche sapere di essere "rammaricati per l'accaduto". Scuse che per le famiglie non bastano, vogliono giustizia: "Non so chi siano i veri responsabili di quanto successo, se il Comune, Enel o qualsiasi altro ente. Ma siamo determinati a trovare i responsabili e a portarli in un aula di tribunale". E poi precisa: "Non ci accontentiamo di un semplice processo civile dove ti riconoscono circa 200 euro di risarcimento in base al valore del cane. Ma Chloe per me era una figlia, non un oggetto. Per questo vogliamo una giustizia penale, vogliamo che la legge nei confronti degli animali cambi e vogliamo che qualcuno paghi per quanto successo. Perché ci hanno ammazzato un figlio".

Il legale delle famiglie è l'avvocato animalista David Zanforlini

Cristina, così come le altre famiglie, è determinata: "Sto cercando di mettermi in contatto con tutte le persone che come me hanno perso il proprio cane per la stessa dinamica. Non possiamo uscire di casa e rischiare di prendere la scossa ogni volta che nevica e piove. La sorte di Chloe potrebbe toccare anche a un bambino". Le sette famiglie non sono sole: a loro supporto è intervenuta anche l'associazione "Task Force Animalista" che si costituirà parte civile al processo. Mentre in aula saranno difese dell'avvocato David Zanforlini, il legale famoso per essersi sempre schierato per la difesa degli animali. Insomma, le famiglie scenderanno in campo con tutte le forze a loro disposizione "perché un cane non vale 200 euro".