La foto scattata da una studentessa dell’Istituto Golgi di Brescia alle 8.01 del mattino
in foto: La foto scattata da una studentessa dell’Istituto Golgi di Brescia alle 8.01 del mattino

C'è un orario oltre il quale i cancelli della scuola si chiudono e non si riaprono più fino all'orario d'uscita e c'è un citofono preso d'assalto dagli studenti per convincere la dirigente ad aprire. Risultato: una mattina 30 ragazzi sono restati in strada. Succede all'istituto superiore Camillo Golgi di via Rodi a Brescia, dove la scuola ha sì riaperto le porte dopo l'emergenza Coronavirus, ma solo se si rispetta la regola della puntualità: in classe si entra dalle 7.50 fino alle 8. A denunciare a Fanpage.it la severa decisione della preside è una studentessa dell'istituto di 19 anni e al quinto anno dell'indirizzo tecnico-turistico: "Se arriviamo alle 8.01 restiamo in strada e non possiamo neanche entrare alla seconda ora. Dobbiamo farci l'assenza di una giornata intera e a volte per colpe che non possiamo prenderci: la maggior parte di noi arriva a scuola con il bus e data anche la particolarità del momento non sempre arriva puntuale". Ci sono però delle eccezioni: per chi arriva dai paesi più lontani c'è qualche "minuto accademico".

La preside: "La mia è la scuola più sicura di Brescia"

Il problema segnalato dalla studentessa secondo la preside dell'istituto, Francesca D'Anna, adesso sarebbe stato risolto: "Tutti hanno imparato la puntualità. C'è un accordo con le aziende di trasporto che ci avvisano giorno per giorno il ritardo di ogni singolo bus. Quindi ora tutti gli studenti sono in classe". Resta il fatto che chi è in ritardo e non è giustificato, colpa magari del traffico o delle sveglia che non è suonata, non entra: "Il cancello dopo le 8 chiude", precisa la preside a Fanpage.it. Che poi aggiunge: "Questa regola è scritta nel protocollo Covid che deve rispettare ogni scuola". La dirigente scolastica ha aggiunto: "Si parla di me sempre come la ‘cattiva' ma la mia è la scuola più sicura di Brescia. Con tanti ingressi e alta sicurezza. È la scuola in cui tutti i genitori vorrebbero mandare i propri figli". Eppure la "troppa rigidità" della preside non piace proprio a tutti i genitori che hanno chiesto spiegazioni facendo presente che alcuni ragazzi hanno problemi nell'affrontare le lezioni a distanza per motivi tecnici e, quindi, anche se in ritardo devono entrare. Tra genitori e preside le tensioni sarebbero state palpabili: "Tanto che il presidente del consiglio d’istituto si è dimesso perché non riusciva ad avere un dialogo di confronto con la dirigente", aggiunge la studentessa che ha segnalato la vicenda.

Gli studenti: "Per noi ancora giorni di didattica online"

Quella della puntualità non è l'unica regola che gli studenti contestano: "Ce ne sono altre. Come quella che ci impone di stare a scuola per forza anche se all'ultima ora non c'è l'insegnante. Insomma, non possiamo entrare un'ora dopo e non possiamo uscire un'ora prima". Ma c'è di più: "La mia classe – aggiunge la studentessa – è divisa a metà e ci alterniamo a fare lezioni da casa e in presenza. E così sarà anche quando arriveranno i nuovi banchi: in classe potremo entrare massimo in 20, noi siamo in 21. E questo si traduce in altra didattica online".