Da giovedì 22 ottobre scatta il coprifuoco in Lombardia dalle ore 23 alle 5: non si potrà dunque più uscire a meno di motivate emergenze. Dopo l'accoglimento della richiesta inoltrata da Regione, Anci, sindaci dei capoluoghi, maggioranza e opposizione, su tutto il territorio lombardo vigerà il coprifuoco nelle ore notturne. In particolari occasioni così come accaduto durante il periodo di chiusura dello scorso marzo, si potrà uscire, salvo comprovate esigenze, e per questo sarà necessario utilizzare il modulo di autocertificazione. Ecco chi e per quali motivi potrà uscire durante le ore di coprifuoco:

Motivi di salute

Tutti i cittadini dunque con un'autodichiarazione potranno uscire di casa tra le 23 e le 5 solo per ristretti motivi di emergenza. Uno di questi è legato alla salute. Infatti, per qualsivoglia prescrizione medica o necessità di recarsi al pronto soccorso o in altri centri di primo soccorso per motivi strettamente legati alle condizioni fisiche dell'individuo. Considerato, però, che in questo momento la situazione all'interno dei pronto soccorso lombardi non è grave come durante la prima ondata del contagio della scorsa primavera, il paziente potrebbe essere accompagnato da almeno un membro della famiglia. La regola dovrebbe invece valere senza nuovi permessi per i minori, i diversamente abili e gli anziani.

Motivi di lavoro

Un'altra categoria a cui sarà concesso uscire durante le ore notturne sono tutti i lavoratori che iniziano o finiscono il turno nell'intervallo di tempo che va dalle 23 della sera prima alle 5 del mattino seguente. Dai panettieri ai netturbini, dai tassisti al personale sanitario: tutti avranno diritto di circolare per rientrare presso il proprio domicilio o recarsi sul luogo di lavoro senza incorrere in contravvenzioni.

Motivi di comprovata necessità

L'ultima deroga concessa ai cittadini lombardi sempre accompagnati di autocertificazione di evitare il coprifuoco riguarda motivi di comprovata necessità. In questo caso, il campo è tanto ampio quanto difficile da decifrare. Per il momento, infatti, non sono state date linee guida chiare. Per certo si sa che le comprovate necessità di spostamento riguardano anche coloro che escono per motivi di salute e di lavoro, ma non sono limitate alle prime due categorie di cittadini analizzate. Dunque, è lecito pensare che in caso di un treno o di un aereo in partenza, ad esempio, un cittadino mostrando il biglietto all'agente di turno possa essere autorizzato a procedere in direzione della stazione o dell'aeroporto di interesse. Un'altra necessità comprovata, poi, potrebbe essere il bisogno di recarsi al supermercato per fare la spesa negli esercizi che tengono aperto 24 ore al giorno. Per quanto riguarda però queste motivazioni, si attendono direttive più specifiche dalla Regione.