Arrestato Luca Carleo, ex dirigente di Futuro Nazionale: è indagato per frode da 30 milioni di euro

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Luca Carleo
Luca Carleo è stato arrestato e condotto in carcere su disposizione della gip del Tribunale di Milano. Il 45enne, ex referente di Futuro Nazionale in Lombardia, è coinvolto nell’indagine per presunte frodi da 30 milioni di euro sul mercato finanziario attraverso società del Gruppo Ops di telecomunicazioni.

È stato arrestato su disposizione della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano per presunte frodi da 30 milioni di euro sul mercato finanziario Luca Carleo. Il 45enne, ex direttore generale di società del gruppo di telecomunicazioni Ops nonché per due giorni responsabile vicario per la Lombardia del partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, è stato condotto in carcere con le accuse di manipolazione del mercato, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale e malversazioni di erogazioni pubbliche. Insieme a lui, è stato arrestato anche Ciro Di Meglio, ex amministratore delegato delle società coinvolte.

L'indagine, che coinvolge in tutto 35 persone e tre società, è condotta dal nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza ed è coordinata dal pm Nicola Rossato di Milano. Il 29 luglio scorso era stato disposto il sequestro preventivo da oltre 100mila euro di azioni e quote di società del Gruppo Ops "nella disponibilità" di Carleo, Di Meglio e un altro indagato, Angelo Di Lorenzo. Appena due giorni prima, Vannacci aveva nominato Carleo responsabile vicario di Futuro Nazionale per la Lombardia con delega per la città di Milano. Carica che aveva lasciato a seguito dell'inchiesta.

Le "strategie delinquenziali"

Secondo gli investigatori, Carleo e Di Meglio attraverso quelle società avrebbero avrebbe portato avanti "strategie delinquenziali" per "ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato", approfittando "della situazione di crisi in cui si trovavano tali società", sfruttandole, mentre l'intento "dichiarato" era quello di "risanarle". A sostegno delle proprie tesi, l'accusa cita una delle conversazioni intercettate nella quale Carleo avrebbe "illustrato" nel dettaglio "con quali modalità era riuscito" ad aggirare "la prova dell'avvenuto pagamento" di una somma stabilita da una delibera del consiglio d'amministrazione. Il 45enne avrebbe "simulato operazioni inesistenti", "falsificato verbali" e "retrodatato l'accollo di debiti della società".

L'ordinanza che è stata eseguita oggi è stata disposta dalla giudice per le indagini preliminari Giulia D'Antoni del Tribunale di Milano a seguito degli interrogatori preventivi che si sono tenuti lo scorso 11 settembre. La maggior parte degli indagati, tra cui appunto Di Meglio e Carleo, non avevano risposto alle domande. Oggi, oltre al loro arresto, sono scattate ordinanze di misure cautelari anche a carico di altri otto indagati: per una commercialista l'interdittiva professionale e per altri sette indagati il divieto di esercitare incarichi in uffici direttivi di imprese.

L'avvocato di Carleo: "Faremo ricorso"

L'avvocato Federico Cecconi, legale di Di Meglio e Carleo, ha annunciato che presenterà ricorso al Tribunale del Riesame contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i suoi assistiti. "Prendiamo atto di un provvedimento che evidentemente non condividiamo", ha dichiarato Cecconi, "faremo oggetto di immediato ricorso"

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