Presunta truffa da 4milioni di euro nelle scuole di formazione lombarde: revocati i domiciliari a Luisa Carminati
A Luisa Carminati, 56 anni, sono stati revocati i domiciliari come stabilito dal Tribunale dal Riesame di Brescia e come confermato a Fanpage.it dalla sua avvocata Barbara Bruni. La donna, nell'ambito di un'inchiesta su presunte truffe all'interno delle scuole di formazione della Lombardia, era accusata di peculato e di aver sostenuto la distrazione sistematica di fondi pubblici nel periodo in cui era legale rappresentante di Ikaros, una delle fondazioni riconducibili alla capogruppo San Michele Arcangelo. Nel caso è coinvolto anche il marito di Carminati, Daniele Nembrini, ancora agli arresti domiciliari.
Il Riesame, ha accolto quindi il ricorso della difesa e revocato gli arresti domiciliari a Carminati, ai domiciliari nella sua casa di Cenate Sopra (Bergamo) dal 18 settembre scorso. I giudici hanno ritenuto più adeguato il divieto di esercitare uffici direttivi in persone giuridiche e imprese, per la durata di un anno. Si tratta della stessa misura interdittiva applicata dal gip Luca Bonifacio alla cognata Claudia Nembrini, 72 anni.
"Le motivazioni del Riesame saranno depositate entro 30 giorni e chiariranno gli elementi alla base della decisione", ha detto a Fanpage.it l'avvocata Bruni che insieme al collega Marco De Cobelli avevano contestato soprattutto l’attualità del pericolo di reiterazione del reato.
Se a Carminati è contestato il peculato, articolato in cinque capi d’imputazione, al marito Daniele Nembrini sono stati invece attribuiti anche il falso in atto pubblico, la truffa ai danni dello Stato e la bancarotta fraudolenta, per complessivi 15 capi su 18. Motivo per cui "il caso Nembrini è più complesso", spiega l'avvocata Bruni, e attualmente si trova ancora agli arresti.
Secondo l’accusa, Carminati in particolare avrebbe quindi sostenuto la distrazione sistematica di fondi pubblici nel periodo in cui era legale rappresentante di Ikaros. Le somme, provenienti soprattutto dalla Regione e destinate al funzionamento degli istituti tecnici superiori, tra il 2022 e il 2024 sarebbero state trasferite a società personali e utilizzate anche per l’acquisto di immobili.
Tra i beni figura una villa a Cenate Sotto, acquistata nel 2022 per due milioni di euro dalla Gefa Project Srl e sottoposta a ristrutturazione. L’intero patrimonio della coppia, intestato a Carminati, è stato quantificato dalla Guardia di finanza in 4,5 milioni di euro. Un sequestro preventivo equivalente a 3 milioni di euro ne ha congelato una parte.
Durante l’interrogatorio preventivo, la donna aveva dichiarato di avere abbandonato da tempo gli incarichi e le attività gestionali. La difesa ha sottolineato che nell’ultimo periodo Carminati avrebbe svolto compiti residuali, anche dopo la revoca degli accreditamenti regionali a Ikaros.
Nelle scuole di Grumello e Calcio, nell’estate scorsa, altre realtà erano subentrate per garantire la continuità agli studenti. Resta ora da vedere se i pubblici ministeri Silvia Marchina ed Emanuele Marchisio presenteranno ulteriori iniziative.
L'inchiesta e le indagini della Guardia di Finanza
Nell'ambito dell'inchiesta sono state indagate in tutto 27 persone, effettuati due arresti ai domiciliari e una misura interdittiva. L'inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo e dalla Guardia di Finanza era partita da accuse di peculato, truffa ai danni della Stato, falso in atto pubblico e bancarotta con al centro una serie di fondazioni, consorzi, società cooperative e società di capitali attive nel settore della formazione professionale.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, "una quota parte assai significativa delle risorse pubbliche, in particolare, della Regione Lombardia, destinate a finanziare o cofinanziare le attività formative gestite dalla "Opere" (con questo nome gli indagati presentavano i loro enti, ndr) – pari, nel solo triennio 2022-2024, ad oltre cinquanta milioni di euro – è stata così dirottata sulle società di capitali ‘di famiglia', gestite dai due principali indagati, Nembrini e Carminati, da decenni attivi nel settore della formazione professionale".
Il presunto "profitto" contestato è di oltre 4 milioni di euro. Molto articolata, come si legge nel comunicato firmato dal procuratore di Bergamo Maurizio Romanelli, "risulta anche la rete di collaboratori e ‘prestanome' che hanno consentito al ‘sistema' di funzionare e, soprattutto, ai due principali protagonisti di schermare le proprie responsabilità".