Alunna con ansia e stress bocciata alla maturità, fa ricorso al Tar ma viene respinto: “Nessuna discriminazione”

Una studentessa che ha sostenuto la maturità in un liceo scientifico di Milano lo scorso settembre, come candidata esterna, non ha superato la prova e ha fatto ricorso al Tar della Lombardia sostenendo che non le siano stati riconosciuti per tempo i suoi "bisogni educativi speciali" dovute a importanti fragilità nella "gestione di ansia e stress”. Ma il Tar avrebbe invece respinto la sua istanza.
Come diffuso dal quotidiano Il Giorno, la ragazza avrebbe dichiarato e manifestato fin da subito di soffrire di attacchi di panico e attacchi d’asma "con sintomatologia severa". Così il primo luglio scorso, l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia – ritenendo necessario “porre la candidata in un contesto favorevole alla partecipazione agli esami nella modalità più adeguata a far emergere la preparazione scolastica e culturale della stessa” – avrebbe assegnato alla ragazza una commissione di uno scientifico paritario per la sessione suppletiva di luglio.
Nonostante questo però l’esame non è andato bene: il punteggio ottenuto è stato pari a 4 su 20 all’orale, che, sommato ai 27 punti su 40 totalizzati tra prima prova d’italiano (14 su 20) e seconda di matematica (13 su 20), non ha consentito alla maturanda di arrivare alla sufficienza.
A questo punto la studentessa si sarebbe rivolta al Tar, sostenendo che il piano didattico personalizzato sarebbe stato “adottato tardivamente e senza un reale contraddittorio”. Ma non c'è stato nulla da fare. Secondo il Tribunale “l’operato della commissione non risulta irrazionale né discriminatorio, dal momento che ha messo a disposizione le mappe concettuali predisposte dalla stessa ricorrente, quale strumento di sostegno previsto nel piano didattico personalizzato; ed è stato assegnato un tempo supplementare che la ricorrente ha ritenuto di non utilizzare”.
In fase di esame orale, la commissione avrebbe inoltre – come sottolineato sempre da Tar – di creare un clima favorevole per mettere a proprio agio la studentessa, ma anche in questo caso, nonostante tutto, la prova non è andata bene.