A processo lo stupratore in monopattino a Milano: si indaga su altre violenze

"Non ho ricordi precisi di quelle sere, perché bevevo e assumevo psicofarmaci". Ma, in ogni caso, "non mi sembra siano cose che potrei commettere io".
A dichiararlo è il 21enne accusato di violenze sessuali su quattro donne, che seguiva con il monopattino e poi assaltava alle spalle nella zona compresa tra Porta Romana e via Ripamonti. In arrivo, per lui, il processo con rito immediato: la prima udienza è fissata per il 20 dicembre prossimo.
Almeno un altro caso imputato al giovane
Continuano intanto le indagini, sempre coordinate dalla Squadra mobile di Milano, per verificare se il 21enne abbia commesso anche altre violenze con lo stesso schema. Gli investigatori, confrontando alcuni oggetti sequestrati come zaino, vestiti e il monopattino rosso, e le immagini di telecamere di sorveglianza, avrebbero elementi per ritenere che almeno un altro caso potrebbe essere imputato al 21enne.
Il racconto delle vittime
Le puntava con il monopattino, e le pedinava senza farsi scoprire. Donne giovani (tra i 19 e i 33 anni) sole, di notte, sempre con il telefono in mano. Tenuto acceso spesso per telefonare al fidanzato o a qualche amica, per sentirsi più sicure durante il tragitto.
"Io ero paralizzata nel corpo, per fortuna ho avuto la prontezza di urlare. Mi ha buttata a terra e mi ha girata, con lui davanti", ha raccontato una delle vittime.
"È arrivato da dietro e mi ha spinta con veemenza, facendomi rovinare al suolo", le parole di un'altra. Tutte salve grazie all'intervento provvidenziale dei passanti, attratti dalle urla.