Ieri la polemica è nata per un tweet in cui Giorgia Meloni parlava della proposta di legge avanzata da Fratelli d’Italia per modificare il reato di tortura. Una frase, in particolare, ha suscitato indignazione: “Il reato di tortura impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”. Un tweet poi modificato e che la stessa Giorgia Meloni ha voluto spiegare. Oggi la presidente di Fratelli d’Italia commenta con Fanpage.it la proposta di legge e spiega che “con un tweet si semplifica” e il rischio è che “passi un messaggio diverso”. Meloni spiega quindi che la volontà del suo partito è quella di modificare l’attuale legge sul reato di tortura (introdotta nella scorsa legislatura) per una questione soprattutto tecnica: “Mi sembra una legge fatta per ideologia contro le forze dell’ordine, scritta dai centri sociali perché per loro la polizia è vista come nemica”.

Meloni ci tiene a sottolineare che non è in discussione il concetto di tortura e che “siamo tutti contrari alla tortura”. Però – prosegue – “mi chiedo se ritenete che una minaccia che produce un trauma psichico, come recita la legge, può essere considerata una tortura”. La presidente di FdI fa quindi un esempio: “Se io sono un agente e fermo un terrorista che vuole far saltare in aria la metropolitana e so che ha dei complici, io posso solo chiedergli dove vogliono mettere la bomba, perché se gli dico ‘ti metto in galera se non mi dici dove metterete la bomba’ è una minaccia”.

Le modifiche che Fratelli d’Italia vuole apportare sarebbero comunque aderenti “alla Convenzione Onu sulla tortura”, ma l’idea è quella di prevederle attraverso le aggravanti previste dalla proposta di legge a prima firma Edmondo Cirielli. “Dire che si rischiano 12 anni per una minaccia è un abominio, una cretinata”, afferma ancora Meloni attaccando l’attuale legge: “Così gli agenti sono terrorizzati a dire qualcosa in più”. “La proposta attuale – continua – è scritta con i piedi, noi proponiamo di abrogare due articoli e scriverne uno che è uguale alla convenzione dell’Onu. Quella legge è una roba di sinistra ideologica, non si può correggere, è stata fatta male dalla sinistra per ideologia”.

La Meloni è certa che non c’è il rischio di nessun nuovo ‘caso Cucchi'. A Fanpage.it risponde con un secco “assolutamente no” quando le si chiede se con le modifiche questo rischio possa invece esserci. “Non c’è alcun rischio perché il nostro ordinamento prevede tutto, tutte le norme che difendono e tutelano le vittime. Se fanno qualcosa vanno perseguite anche le forze dell’ordine”. In conclusione, secondo la leader di FdI, “bisogna fare le cose con buon senso, in Italia non lo si fa perché è tutto ridotto a ideologia”.