“Una vita in salita” ripetono ciclicamente i ragazzi sul palcoscenico, spesso si fa fatica a distinguere quali di loro sono attori professionisti e quali sono i ragazzi detenuti nel carcere minorile di Nisida, in permesso speciale per poter partecipare alle prove generali. MARIALUNA, l'opera teatrale scritta e diretta da Pino De Maio andrà il scena sabato 12 e domenica 26 febbraio al Teatro Sannazaro. La trama sintetizza i venti anni di lavoro dell'autore con i minori a rischio e con quelli che già delinquono.

marialuna

La Marialuna che dà il titolo allo spettacolo rappresenta una ragazza di sedici anni stanca della violenza e del male che attanagliano il suo quartiere della periferia di Napoli. La sua voglia di libertà, però, si trasformerà in una condanna: inchiodata a un letto di ospedale dopo aver assistito attonita all'omicidio di un amico sotto il colpi di arma da fuoco. Una vittima innocente di una faida tra clan rivali che si contendono uno stesso territorio. Le tematiche affrontate dalla piece, però, non si fermano qui e spaziano dai tossici che finiscono al carcere di Poggioreale, alla voglia di riscatto di chi ha commesso un errore nella propria vita e si è già pentito.

Lo stesso Pino De Maio è un ex-minore a rischio che soltanto grazie alla passione per la chitarra è riuscito a tenersi pulito. Abbiamo parlato con i ragazzi detenuti a Nisida, abbiamo appreso da loro che questa opportunità è quello su cui si giocano gran parte della propria vita. Pino De Maio ci spiega che i ragazzi interpretano sostanzialmente sé stessi, questo ha un effetto introspettivo per loro e un l'effetto esteriore di far capire al pubblico il dramma quotidiano di chi giò si trova "dietro le sbarre".