Terminato il terzo giro di consultazioni al Quirinale. Di Maio e Salvini hanno proposto l'8 luglio come data per un ritorno al voto. Ma il presidente Mattarella ha suggerito un'altra soluzione: vista l'assenza di un accordo politico tra le parti, andrà creato un governo di garanzia, ma nella pienezza dei poteri, che traghetti il Paese fino a dicembre. Il Capo dello Stato ha messo in evidenza i rischi di un ritorno alle urne in "estate piena" o in autunno, con la legge di Bilancio da approvare, l'aumento dell'Iva da disinnescare e i mercati finanziari che incalzano. Il Pd fa sapere che il sostegno al Colle è pieno, mentre Lega e M5S non sono disponibili a offrire i propri voti a un esecutivo di tregua. Calendario alla mano la data più probabile, secondo fonti parlamentari, sarebbe quella del 22 luglio.
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Via al nuovo giro di consultazioni al Colle: sul piatto l'intesa Lega-M5S, centrodestra in lite

A poche ore dal nuovo giro di consultazioni al Quirinale, a Palazzo Grazioli ha avuto luogo il vertice del centrodestra. Tra i partecipanti, il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, il leader della Lega, Matteo Salvini, e Silvio Berlusconi. Nel corso della riunione, secondo quanto riferiscono numerose indiscrezioni, ci sarebbe stato un acceso scontro tra Salvini e Berlusconi. Il leader del Carroccio si oppone strenuamente a qualsiasi ipotesi di governo "del presidente" e ha lanciato un ultimatum al leader di Forza Italia: o si fa partire un governo politico oppure si torna al voto. Dopo le dichiarazioni di Di Maio rese ieri a In Mezz'ora – nell'ambito delle quali il leader del Movimento 5 Stelle si è detto disponibile a rinunciare alla premiership e ha riaperto il confronto con la Lega – Berlusconi ribadisce di non avere alcuna intenzione di sostenere un esecutivo M5S-Lega nemmeno con un appoggio esterno e di non essere favorevole a un governo del presidente.
"Ieri sera si è ribadito che il centrodestra è unito nel dire no a un governo del presidente. Oggi andremo al Quirinale a chiedere che il governo venga dato al centrodestra, con incarico a Salvini o a un altro esponente della coalizione che Salvini indicherà. Forza Italia non è disponibile a un appoggio esterno. L'ipotesi di Di Maio non è stata presa in considerazione. Se Forza Italia non va al governo va all'opposizione. Ma se questo accade significa che il centrodestra si è rotto. Salvini ha ribadito la sua fedeltà alla coalizione, ovvero a 12 milioni di elettori. Di Maio ha fatto l'ultimo tentativo di spaccare il centrodestra. Ma è stato respinto", ha dichiarato questa mattina la senatrice forzista Licia Ronzulli.