
Le notizie di domenica 29 marzo sulla guerra tra Iran, Usa e Israele. Il Pentagono si sta preparando all'eventualità di un'operazione di terra in Iran nel caso in cui Donald Trump decidesse per l'escalation. Lo riporta il Washington Post parlando di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria.
Un mese dopo l'inizio della guerra, gli Houthi hanno annunciato tramite X di aver lanciato missili contro siti militari israeliani, minacciando anche la chiusura dello stretto di Bab el-Mandab. Oggi primo trilaterale tra i mediatori per i tentativi di pace a Islamabad. Il Pakistan: "Ospiteremo presto colloqui tra Teheran e Washington".
I ministri di Turchia, Arabia Saudita ed Egitto rientrano dopo riunione in Pakistan
I ministri degli Esteri di Turchia, Arabia Saudita ed Egitto sono rientrati nei rispettivi Paesi dopo aver partecipato a una riunione convocata dal Pakistan per valutare i progressi compiuti nel portare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati per porre fine alla guerra nella regione. È quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri pakistano. Il comunicato non fornisce ulteriori dettagli.
Azienda israeliana di pesticidi conferma danni dopo raid di Teheran
Adama, azienda agricola che produce pesticidi nel sud di Israele ha dichiarato che un magazzino ha subito danni domenica. I vigili del fuoco israeliani sono intervenuti per domare un vasto incendio scoppiato intorno alle 15.30, probabilmente causato da un missile iraniano o da schegge.
L'azienda Adama ha dichiarato che i danni si sono verificati presso il suo stabilimento di Makhteshim, nella città di Ramot Hovav, alla periferia di Beersheba, ma che gli impianti di produzione non hanno subito danni. Adama ha affermato che i suoi lavoratori sono stati evacuati secondo le istruzioni dei servizi di emergenza.
I Vigili del Fuoco israeliani hanno affermato che l'evacuazione ha interessato sia l'impianto in sé che un'autostrada vicina e che l'ordine di evacuazione è stato revocato dopo circa un'ora. Immagini impressionanti riprese dopo l'attacco mostravano colonne di fumo e fiamme che si innalzavano alte nel cielo. Secondo i servizi di soccorso israeliani, non ci sono stati feriti.
AIEA: "Fuori uso l'impianto di produzione di acqua pesante a Khondab"
L'AIEA conferma che l'impianto iraniano di produzione di acqua pesante a Khondab, attaccato da Israele il 27 marzo, ha subito gravi danni e non è più operativo.
In un post su X, l'agenzia per l'energia atomica ha aggiunto che l'impianto "non contiene materiale nucleare dichiarato". L'esercito israeliano aveva descritto il sito come un "sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari".
"Sulla base di un'analisi indipendente di immagini satellitari e della conoscenza dell'impianto, l'AIEA ha confermato che l'impianto di produzione di acqua pesante di Khondab, che l'Iran aveva segnalato come oggetto di un attacco il 27 marzo, ha subito gravi danni e non è più operativo. L'impianto non contiene materiale nucleare dichiarato".
Agenzia di sicurezza marittima britannica: "11 nave transitate per lo stretto di Hormuz in 24 ore"
Undici navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, in netto calo rispetto alle circa 140 registrate quotidianamente prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.
Lo ha reso noto l'agenzia di sicurezza marittima britannica Ukmto, collegata alla Royal Navy, sottolineando che il livello di rischio nell'area resta "critico".
Già all'inizio del mese l'agenzia aveva segnalato che solo poche unità al giorno stavano transitando attraverso lo Stretto di Hormuz, dove passa normalmente circa il 20% del petrolio mondiale.
L'Iran è da 30 giorni senza internet, isolate milioni di persone
Il blackout internet a livello nazionale in Iran ha raggiunto il 30esimo giorno consecutivo, lasciando milioni di persone isolate da informazioni e comunicazioni dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele.
"Il blackout internet in Iran è entrato nel 30° giorno, mentre la misura di censura a livello nazionale continua per la quinta settimana, dopo 696 ore", ha dichiarato oggi il gruppo di monitoraggio internet NetBlocks a X.
Mentre la rete intranet nazionale rimane operativa, supportando app di messaggistica locali, piattaforme bancarie e altri servizi, l'accesso a internet a livello globale è stato severamente limitato. Molti iraniani non hanno avuto altra scelta che affidarsi a piattaforme controllate dallo Stato e ad alternative costose per rimanere in contatto con i propri cari.
Dall'Algeria prima condanna agli attacchi iraniani contro i Paesi arabi
L'Algeria condanna per la prima volta gli attacchi militari iraniani contro Paesi arabi, definiti "ingiustificati e inaccettabili", nel quadro dell'escalation in Medio Oriente. La posizione di Algeri è stata espressa dal ministro degli Esteri, Ahmed Attaf, intervenendo alla 165/a sessione del Consiglio della Lega araba a livello ministeriale, in videoconferenza.
Storicamente, l'Algeria ha mantenuto posizioni di sostegno all'Iran, soprattutto nei forum internazionali e nelle Nazioni Unite, mentre i rapporti tra Algeri e Teheran sono sempre stati definiti ottimi.
Nel suo intervento, Attaf ha espresso solidarietà ai Paesi arabi colpiti dagli attacchi iraniani, porgendo condoglianze alle famiglie delle vittime e auguri di pronta guarigione ai feriti, oltre a sostegno per il superamento dei danni materiali.
L'esponente del governo di Algeri ha sottolineato che la posizione algerina riflette una linea di principio ribadita dal presidente Abdelmadjid Tebboune, mantenuta attraverso contatti con i leader arabi in questa fase delicata.
Per il capo della diplomazia algerina, il primo mese di escalation si chiude tra timori di un allargamento del conflitto e segnali, seppur deboli, di possibile de-escalation. Attaf ha inoltre richiamato l'attenzione sulla situazione in Libano, denunciando attacchi israeliani.
Idf: "In corso attacchi a obiettivi governativi a Teheran"
L'esercito israeliano ha reso noto che sono "in corso attacchi" contro obiettivi governativi a Teheran.
L'Università Americana di Beirut passa alla didattica on line
L'Università Americana di Beirut ha annunciato che le lezioni si terranno online per i prossimi due giorni, a seguito delle minacce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane di colpire le università americane in Medio Oriente.
"Abbiamo appreso stamattina presto che erano state formulate minacce contro le università americane nella regione", ha dichiarato il rettore della prestigiosa università, Fadlo Khouri, in un comunicato.
"Al momento, non abbiamo prove di minacce dirette contro la nostra università, i suoi campus o il suo centro medico ma per estrema precauzione, opereremo interamente online lunedì e martedì", ha aggiunto.
I Pasdaran hanno minacciato di colpire le università americane in Medio Oriente dopo le notizie di raid aerei statunitensi e israeliani contro università in Iran.
"Se il governo statunitense vuole che le sue università nella regione evitino ritorsion deve condannare il bombardamento delle università con una dichiarazione ufficiale entro mezzogiorno di lunedì 30 marzo", hanno affermato in un comunicato.
Il capo del Comando Centrale Usa incontra i vertici dell'Idf
Il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, l'ammiraglio Brad Cooper, ha incontrato in Israele il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), Eyal Zamir, e altri alti generali israeliani. Lo riferiscono alla Cnn fonti della sicurezza.
Secondo le fonti, l'incontro si è concentrato sulla guerra contro l'Iran e sugli sforzi per fermare la produzione di armi iraniana. La riunione si è svolta il giorno dopo che il portavoce delle Idf, Effie Defrin, aveva affermato che Israele era a "pochi giorni" dal concludere un'operazione mirata a colpire tutte le infrastrutture "critiche" dell'industria bellica iraniana.
Media iraniani: "Blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid"
Vengono segnalati blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid aerei che alcuni minuti fa hanno colpito la capitale iraniano. Lo riportano i media iraniani.
Terminata riunione a Islamabad sull'Iran: "Sostegno alla mediazione del Pakistan"
Si sono concluse in serata a Islamabad le consultazioni tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere "possibili modalità per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra".
L'incontro, convocato dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, si è concentrato sull'evoluzione della situazione regionale e su questioni di interesse comune, hanno fatto sapere fonti locali.
All'incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il turco Hakan Fidan e l'egiziano Badr Abdelatty.
In una dichiarazione videoregistrata il ministro Dar ha affermato che tutte le parti hanno espresso fiducia nel ruolo di mediazione del Pakistan e che la Cina "sostiene pienamente" l'iniziativa di ospitare a Islamabad i potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto anche un bilaterale con il ministro degli Esteri saudita ed ha sottolineato l'impegno diplomatico di Islamabad, compresi gli sforzi per allentare le tensioni e incoraggiare il dialogo tra Stati Uniti e Iran. Ed ha inoltre evidenziato l'importanza dell'unità tra i paesi musulmani.
Pakistan: "Presto ospiteremo colloqui fra Teheran e Washington"
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha affermato che Islamabad ospiterà presto colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran. Il diplomatico non ha specificato se i colloqui saranno diretti o indiretti. Non ci sono state al momento dichiarazioni in merito né dagli Stati Uniti né dall'Iran.
"Il Pakistan è molto lieto che sia l'Iran che gli Stati Uniti abbiano espresso la loro fiducia nel nostro ruolo di facilitatori" nei colloqui, che si terranno nei "prossimi giorni", ha dichiarato Dar in un discorso televisivo dopo l'incontro a Islamabad con i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita.
I ministri dovrebbero incontrarsi nuovamente lunedì. Il Pakistan si è affermato come mediatore, vantando rapporti relativamente buoni sia con Washington che con Teheran. Funzionari pakistani hanno dichiarato che questo sforzo pubblico fa seguito a settimane di diplomazia discreta.
Il tasso di inflazione annuale in Iran sale al 50,6%
Il tasso di inflazione annuale in Iran è salito al 50,6% a metà marzo, con un aumento di tre punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo ha reso noto oggi il centro statistico ufficiale del Paese.
"Il tasso di inflazione per i dodici mesi che si concludono con Esfand (dal 20 febbraio al 20 marzo) ha raggiunto il 50,6%", ha affermato il centro in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Il tasso si era attestato al 47,5% nel mese precedente, relativo al periodo dal 21 gennaio al 19 febbraio.
L'aumento dei prezzi si verifica mentre l'Iran è in guerra con gli Stati Uniti e Israele dal 28 febbraio. Il 20 marzo, l'Iran ha celebrato l'inizio delle festività di Nowruz, il Capodanno persiano.
In Libano oltre 1.200 vittime dall'inizio della guerra
Il bilancio delle vittime in Libano nella guerra in corso tra Israele e Hezbollah ha superato le 1.200 persone. Secondo il Ministero della Salute libanese, oltre 3.500 persone sono rimaste ferite dall'inizio di quest'ultima escalation militare. Tra le vittime figurano 52 operatori sanitari.
Idf: "Oltre 140 attacchi in 24 ore in Iran, ko siti di lancio e stoccaggio di missili balistici"
Nelle ultime 24 ore l'aeronautica israeliana ha condotto oltre 140 attacchi contro infrastrutture della Repubblica islamica nell'Iran centrale e occidentale. Secondo un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), sono stati colpiti siti di lancio e stoccaggio di missili balistici e infrastrutture di difesa aerea a Teheran e in altre zone del paese.
L'Ambasciatore iraniano in Libano espulso non lascerà il Paese
L'Ambasciatore iraniano in Libano, dichiarato persona non grata dalle autorità locali, non lascerà il Paese nonostante l'ordine ricevuto di andarsene entro oggi. Lo ha riferito una fonte diplomatica iraniana che ha chiesto l'anonimato.
"L'ambasciatore non lascerà il Libano, in conformità con la volontà del presidente del Parlamento Nabih Berri e di Hezbollah", ha affermato la fonte.
Hezbollah ha denunciato la decisione, mentre il partito Amal di Berri si è unito ai ministri di Hezbollah nel boicottare una riunione di gabinetto questa settimana per protestare contro l'ordine di espulsione di Mohammad Reza Sheibani.
Il ministero degli Esteri del Libano ha dato questa settimana all'inviato di Teheran tempo fino a domenica per lasciare il Paese, nell'ultima misura senza precedenti adottata dalle autorità libanesi dall'inizio della nuova guerra tra Israele e Hezbollah, scoppiata il 2 marzo. Il ministero lo ha accusato di aver rilasciato dichiarazioni che "interferivano nella politica interna del Libano". Il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot aveva definito l'espulsione "una decisione coraggiosa".
Le autorità libanesi hanno vietato le attivita' militari e di sicurezza di Hezbollah, stretto alleato dell'Iran. Hanno inoltre vietato la presenza e le operazioni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che il premier libanese Nawaf Salam ha accusato di dirigere le operazioni di Hezbollah contro Israele.
Teheran: "Aspettiamo l'arrivo delle truppe Usa per dar loro fuoco"
Le forze iraniane "stanno aspettando l'arrivo delle truppe americane sul territorio per dar loro fuoco e punire per sempre i loro partner regionali". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio in occasione del 30esimo giorno dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Continuiamo a sparare. I nostri missili sono in posizione. La nostra determinazione e la nostra fiducia sono aumentate", aggiunge.
L'Università di Isfahan, in Iran, colpita dai raid di Israele e USA
L'Università di Isfahan, città dell'Iran centrale, ha dichiarato di essere stata colpita da raid aerei attribuiti a Stati Uniti e Israele per la seconda volta dall'inizio della guerra scoppiata un mese fa.
"Intorno alle 14 di oggi, l'Università di Tecnologia di Isfahan è stata colpita per la seconda volta da un brutale raid aereo degli aggressori sionisti-americani", si legge in una nota dell'ateneo diffusa dall'agenzia di stampa Fars. Secondo le prime informazioni, l'attacco avrebbe colpito uno degli istituti di ricerca dell'Università, danneggiando anche altri edifici e provocando lievi ferite a quattro membri del personale.
IDF: "Zona industriale a sud d'Israele colpita probabilmente da detriti missilistici"
L'esercito israeliano ha comunicato all'Afp che la zona industriale nel sud di Israele è stata probabilmente colpita da detriti missilistici, dopo che i media locali hanno trasmesso immagini che mostravano una densa nube di fumo nero sopra il sito. La zona industriale di Neot Hovav (precedentemente Ramat Hovav) ospita un parco industriale con oltre 40 stabilimenti nei settori dei servizi ambientali e dello sviluppo di infrastrutture industriali. Si trova a 12 chilometri a nord di Beersheba, la principale città del sud di Israele, nel deserto del Negev. Contattato dall'Afp, l'esercito, che poco prima aveva segnalato il lancio di un missile iraniano verso l'area, ha dichiarato di ritenere "che ci sia stato un impatto da detriti missilistici". A seguito di un incendio scoppiato sul posto, le forze di polizia del Distretto Meridionale, supportate da unità della Guardia Nazionale e della Polizia di Frontiera, nonché da esperti di disinnesco di ordigni esplosivi e squadre di soccorso, stanno perlustrando un edificio, ha dichiarato la polizia in un comunicato. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime.
Costa sente gli Emirati: "Attacchi dell'Iran cessino subito"
"L'Ue esprime la propria solidarietà ai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo di fronte ai continui attacchi aerei e con droni da parte dell'Iran che prendono di mira i civili e le infrastrutture della regione. Questi attacchi devono cessare immediatamente". Lo afferma il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. "Nella mia telefonata odierna con Mohamed Bin Zayed abbiamo discusso degli ultimi sviluppi. Ho ribadito che l'Ue è al fianco degli Emirati Arabi Uniti, che sono stati tra i più colpiti. L'Ue continua a esortare tutte le parti a allentare la tensione e a dare una possibilità alla diplomazia, nell'interesse della sicurezza e della stabilità in Medio Oriente", ha aggiunto.
Media: "I mediatori vagliano proposte per riapertura Hormuz"
Nei colloqui oggi a Islamabad, tra Pakistan con Turchia, Egitto e Arabia Saudita le discussioni iniziali si sarebbero concentrate sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Reuters sul sito. I paesi avrebbero discusso di proposte legate al traffico marittimo, che prima dell'incontro il Pakistan aveva inoltrato alla Casa Bianca. Tra le proposte, una proveniente dall'Egitto, che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita potrebbero formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran.
L'Iran colpisce un impianto chimico nel sud di Israele: residenti temono fuga di sostanze tossiche
Un impianto chimico nel sud di Israele è stato colpito da un missile iraniano, per questo le autorità hanno avvertito i residenti nelle vicinanze di rimanere in casa per il timore di una pericolosa fuga di sostanze tossiche.
La zona industriale di Neot Hovav, che è stata attaccata, si trova a 9 chilometri a sud della città di Beersheba. I servizi di emergenza hanno riferito che una persona è rimasta ferita nel raid.
Israele: "Colpita fabbrica di componenti per missili in Iran"
L'esercito israeliano ha annunciato oggi di aver colpito uno dei due siti a Teheran utilizzati dal Ministero della Difesa iraniano per produrre componenti per missili balistici, nel trentesimo giorno della guerra in Medio Oriente scatenata dall'offensiva israelo-americana contro la Repubblica Islamica.
La notte scorsa, l'aeronautica israeliana ha "colpito un sito chiave utilizzato dal Ministero della Difesa iraniano per la produzione di componenti essenziali per missili balistici", si legge in un comunicato militare.
"Questo sito è uno dei soli dovuti in Iran dove sono stati sviluppati componenti per l'assemblaggio e la messa in funzione di missili che potrebbero essere lanciati contro lo Stato di Israele", ha aggiunto l'esercito. L'Idf ha inoltre affermato di aver colpito "decine di altri siti di produzione di armi" a Teheran, tra cui impianti per la produzione di motori per missili balistici appartenenti al Ministero della Difesa e "un sito chiave" utilizzato dall'esercito iraniano per lo sviluppo di sistemi di difesa aerea.
Iran: "Abbiamo il controllo completo delle acque di Hormuz"
Secondo un alto ufficiale della marina iraniana, Teheran avrebbe il controllo completo delle acque chiave vicino allo Stretto di Hormuz. Il militare ha poi minacciato violente ritorsioni contro le forze americane se si spingeranno nel raggio d'azione dei sistemi missilistici costieri iraniani.
Attacco congiunto USA-Israele su villaggio iraniano causa sei vittime
Sei persone sono rimaste uccise in seguito a un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro una zona residenziale nel villaggio iraniano di Osmavandan, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr.
Due persone sono morte sul colpo, mentre altre quattro sono decedute in seguito in ospedale a causa delle ferite riportate. Secondo quanto riportato, cinque abitazioni sono state completamente distrutte e 22 gravemente danneggiate nell'attacco.
Contro la Giordania lanciati un missile e due droni israeliani nelle ultime 24 ore
Le forze armate della Giordania hanno fatto sapere oggi che l'Iran ha preso di mira il Regno con un missile e due droni nelle ultime 24 ore. La direzione media del Comando generale ha dichiarato che l'Aeronautica reale giordana ha intercettato tutti e tre gli apparecchi.
Nel frattempo, il portavoce della direzione della Pubblica Sicurezza ha affermato che le unità in servizio hanno ricevuto 26 segnalazioni nelle ultime 24 ore relative alla caduta di schegge e proiettili. Il portavoce ha aggiunto che non si sono registrati feriti a seguito degli incidenti, mentre sono stati segnalati danni materiali lievi a tre veicoli. La Giordania non confina con l'Iran: tra i due Paesi c'è l'Iraq.
In Giordania si trova oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ultima tappa del suo tour lampo in Medio Oriente, durante il quale ha già firmato diversi accordi di difesa con gli stati del Golfo.
"Oggi in Giordania. La sicurezza è la massima priorità ed è importante che tutti i partner si impegnino a fondo per garantirla. L'Ucraina sta facendo la sua parte. Ci attendono incontri importanti", ha affermato Zelensky su X.
L'Iran annuncia di controllare anche Golfo Oman
La Marina iraniana ha annunciato oggi di aver esteso il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz fino al Golfo dell'Oman, la sua porta d'accesso, e ha avvertito gli Stati Uniti che aprirà il fuoco contro la portaerei Uss Abraham Lincoln non appena questa si troverà a tiro. La nave, parte dell'operazione statunitense contro l'Iran, è attualmente schierata nel Mar Arabico, un centinaio di chilometri dal Golfo dell'Oman e dallo Stretto di Hormuz.
Il comandante della Marina iraniana, il contrammiraglio Shahram Irani, ha avvertito che le batterie missilistiche costiere sono pronte ad essere attivate, non appena la portaerei statunitense sarà a tiro. "A est dello Stretto di Hormuz, il Golfo dell'Oman, considerata la porta d'accesso allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, è sotto il completo controllo della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran", ha dichiarato il contrammiraglio.
Tajani su X: "Convocato l'ambasciatore di Israele per quanto accaduto a Pizzaballa"
Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di aver convocato domani al Ministero degli Esteri l'ambasciatore di Israele per avere chiarimento su quanto accaduto al cardinale Pizzaballa che avrebbe dovuto celebrare la domenica delle Palme e che invece non ha potuto accedere al Santo Sepolcro.
Israele colpisce a Teheran sede tv qatariota Al Araby
Un attacco israeliano ha colpito l'edificio che ospita la sede di Teheran del canale televisivo qatariota Al Araby. Lo riporta la stessa emittente.
"Un missile israeliano ha preso di mira l'edificio del canale televisivo Al Araby nella capitale, Teheran… danni ingenti e sospensione delle trasmissioni in diretta", spiega l'emittente in un post su X. Le immagini dall'interno dell'ufficio mostrano finestre rotte, vetri in frantumi e detriti. All'esterno dell'edificio, le immagini mostrano le strade coperte di detriti e danni agli edifici circostanti. Al momento non si segnalano vittime.
Frammenti di missili iraniani caduti su Haifa
Frammenti di missili sono caduti ad Haifa dopo l'intercettazione di missili lanciati dall'Iran e da Hezbollah. Lo riferisce al Jazeera citando media israeliani.