12 agosto 10:27 Crisi di governo, giornata decisiva: vertice dei capigruppo nel pomeriggio

Si apre una settimana molto calda per il governo. Il primo appuntamento decisivo sarà la riunione di questo pomeriggio, fissata per le 16: i capigruppo dei partiti dovranno decidere quando calendarizzare il voto per la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte, presentata dalla Lega. Matteo Salvini preme affinché l'Aula venga convocata già per domani, martedì 13. Anche Fratelli d'Italia e Forza Italia sostengono quest'opzione. Il centrodestra in questo caso potrebbe contare su 137 voti in Senato. Pd, M5S e Gruppo Misto sperano invece che i tempi si dilatino, e vorrebbero votare dopo Ferragosto. Gli oppositori alla linea del ‘voto subito' possono comunque contare sulla maggioranza dei voti: sono a quota 174. E se dovessero avere la meglio si potrà votare la sfiducia tra il 19 e il 20 agosto. (data più probabile).

Il regolamento prevede comunque che la decisione venga presa all'unanimità. Ma viste le posizioni così nettamente divise la presidente del Senato Elisabetta Casellati potrebbe forzare i tempi e decidere per un voto già domani sera, convocando l'Aula.

Al momento la mozione di sfiducia ha avuto un primo vistoso effetto: quello di spaccare il Pd. Di fatto esistono due linee: quella dell'ex premier, il senatore Matteo Renzi, che vorrebbe un governo ‘istituzionale' (anche con i 5Stelle), per traghettare il Paese verso le elezioni a maggio 2020, e nel frattempo portare a termine la legge di bilancio, il taglio dei parlamentari voluto da Luigi Di Maio (il voto era previsto per il 9 settempre) e la roforma costituzionale che trasformerebbe il nostro sistema elettorale in un proporzionale puro. E poi c'è la linea del segretario Nicola Zingaretti, che non può contare come Renzi su un folto numero di parlamentari, che spinge verso le elezioni il prima possibile.