in evidenza 28 settembre 17:44 Nel Def rapporto tra deficit e Pil al 2,4%: lo spread chiude a 267 punti

Lega e M5S sono riusciti ad avere la meglio sul ministro dell'Economia Giovanni Tria. Il Tesoro si è dovuto piegare alla volontà dei due alleati di governo, che per la manovra finanziaria sono riusciti a ottenere un'ampia libertà di movimento: il Consiglio dei ministri ieri sera ha approvato una nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, fissando un rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo al 2,4% nel prossimo triennio.

I punti principali, contenuti nel comunicato del Cdm, sono: la cancellazione degli aumenti dell'Iva previsti per il 2019; l'introduzione del reddito di cittadinanza, con la contestuale riforma dei Centri per l'impiego; l'introduzione della pensione di cittadinanza; l'introduzione di modalità di pensionamento anticipato "per favorire l'assunzione di lavoratori giovani", ovvero il superamento della legge Fornero; la prima fase dell'introduzione della flat tax tramite l'innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato di imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani; il taglio dell'imposta sugli utili d'impresa (Ires) per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi.

I mercati ne hanno subito risentito. Lo spread tra Btp e Bund, che oggi ha superato quota 280 punti base, si è sgonfiato poi nel corso della giornata. Ha chiuso a 267 punti, mentre il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,15%. Non si scompone il premier Conte: "Non c'è stato ancora il tempo di una conferenza stampa, non c'è stata ancora la possibilità di illustrare ai mercati le linee essenziali e i dettagli di questa manovra. Sono confidente sul fatto che quando i mercati e i nostri interlocutori finanziari potranno conoscere nei dettagli la nostra manovra lo spread sarà assolutamente coerente con i fondamentali della nostra economia".

28 settembre 15:47 Conte: “Dimissioni di Tria? Mai state sul tavolo, governo avanti fino al 2023”

"Con non il ministro Tria non c'è alcun problema, abbiamo fatto tantissime riunioni, abbiamo un atteggiamento serio e responsabile e non è vero che stiamo facendo una manovra per le promesse elettorale". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando davanti a Palazzo Chigi.

"Dopo aver letto i giornali nei quali si parla delle dimissioni di Tria rientrate per una telefonata del Quirinale – ha aggiunto – ho chiamato il ministro questa mattina e lui ha negato questa prospettiva, le dimissioni non sono mai state sul tavolo. Tutto il governo rimarrà in carica fino al 2023". Il presidente del Consiglio è intervenuto anche sulle dichiarazioni del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, che non ha escluso la possibilità che l'Italia possa ricevere delle sanzioni: "Non so cosa si aspettasse Moscovici, io non ho mai pensato di fare una manovra sulla base di quel che poteva aspettarsi un commissario europeo. Con l'Europa abbiamo un dialogo, io non vedo l'ora di poter andare a Bruxelles per illustrare la manovra. L'Italia è nell'Europa ed è una risorsa".

28 settembre 15:20 Fioramonti (M5S): “Reazione normale dei mercati, nel tempo lo spread inizierà a rientrare”

La salita dello spread e il crollo dei titoli italiani in borsa erano attesi. "C'era da aspettarselo, è già accaduto in passato più volte" ma si tratta solo di "una reazione iniziale" in quanto "il mercato fa spesso un esame relativamente superficiale della situazione". Lo spiega Lorenzo Fioramonti, vice ministro a istruzione, università e ricerca, conosciuto come ‘l'economista' del Movimento. Secondo uno dei sostenitori e teorici del reddito di cittadinanza, i mercati leggono il Def "in modo generico come un'azione di forza" ma, assicura, "nel tempo vedrete che lo spread comincerà a rientrare".

"Noi confidiamo che quando si capirà esattamente lo stile degli interventi" lo spread "si attesterà su livelli comunque alti ma sempre all'interno dei confini generali in cui si è attestato negli ultimi anni", ha spiegato.

 

28 settembre 13:43 Def, Boeri: “Da governo scelte inique sulle pensioni, a danno dei più giovani”

"C'è una grande iniquità nelle scelte del governo sulle pensioni e questo è un pericolo molto serio", ha detto il presidente dell'Inps Tito Boeri. "Ammesso e non concesso che per ogni pensionato creato per scelta politica ci sia un lavoratore giovane bisogna tenere conto che chi va in pensione oggi in media ha una retribuzione di 36.000 euro lordi, mentre un giovane assunto con contratto a tempo indeterminato, cosa molto rara, avrà una retribuzione di 18.000 euro. Quindi ci vorrebbe la retribuzione di almeno due giovani lavoratori per pagare una pensione". Secondo il numero uno dell'Inps si stanno toccando equilibri delicati: "Le pensioni si basano su un patto intergenerazionale, che si regge non solo sulla sostenibilità finanziaria, ma anche sulla percezione di equità".

Ma, ha sottolineato Boeri, "nel nostro Paese non c'è mai stata la sostituzione di pensionati con i giovani. Tutto questo oltretutto avviene in un contesto di rallentamento della crescita, aggravato dal decreto dignità e dal pronunciamento della Consulta".

28 settembre 13:43 L’ex ministro Padoan: “Deficit insostenibile, i danni si stanno già manifestando”

Non si può più parlare di rischio: certe cose si stanno già manifestando. E sono l’aumento dei tassi di interesse e quindi la riduzione del valore della ricchezza nelle tasche dei cittadini, i danni nei bilanci delle banche e i titoli che perdono, l'aumento dei costi dei finanziamenti delle imprese e dei costi dei mutui”, ha affermato l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan riferendosi all’approvazione della nota di aggiornamento al Def con il conseguente aumento del deficit al 2,4%. Secondo Padoan infatti, non era necessario perché è "possibile dare al paese misure credibili, è possibile fare del bene anche senza violare in maniera così volgare i vincoli di bilancio e mettere a rischio la credibilità del Paese”, ha dichiarato ai cronisti a Montecitorio.

L’ex ministro poi ammette di aver effettivamente notato nei giorni scorsi dei segnali di “perplessità” e dei passi indietro del ministro Giovanni Tria, che inizialmente aveva dichiarato una posizione molto chiara del ministero dell’Economia e delle Finanze, “una posizione che ora non c’è più”. Secondo Padoan, però, “questo deficit è insostenibile: è come se un poliziotto osservasse che la macchina passa con il rosso: si guardano negli occhi tutti, sanno che è stato commesso un reato e quindi il poliziotto non può non mettere in procedura d'infrazione il Paese. È un fatto automatico”, ha detto infine commentando la scelta del governo sul Def e i conseguenti rischi di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, perché “i mercati potranno reagire negativamente”.

28 settembre 13:18 Def, lo spread vola a 280 punti, mai così alto dal 5 settembre

Dopo l'annuncio dell'aggiornamento del Def, che prevede un rapporto tra deficit e pil al 2,4% per i prossimi tre anni, vola lo spread, mai così alto dal 5 settembre: si accentuano le vendite sui titoli di Stato italiani, come conseguenza delle preoccupazioni per la manovra di bilancio, e lo spread tra Btp a 10 anni e Bund della Germania ha raggiunto 281 punti base. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali si attesta ora a 277. Alla Borsa di Milano l'indice Ftse-Mib segna un meno 3,95%.

28 settembre 11:20 Def, Renzi: “Dicono di aver abolito la povertà, ma tra un anno conseguenze devastanti”

L'ex segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, attacca il governo e gli esponenti di Lega e M5s dopo l'approvazione della nota di aggiornamento al Def da parte del Consiglio dei ministri. "A proposito di fake news – scrive Renzi su Twitter – dicono di aver abolito la povertà per decreto. Ricordatevi questa card: ne riparliamo tra un anno. Nel 2019/2020 vedremo le conseguenze devastanti delle scelte di oggi. Chi si basa su condoni e assistenzialismo non ha futuro".

28 settembre 11:17 Di Maio: “Non sono preoccupato da spread e Borsa, ci sono 15 miliardi di investimenti”

"Io non sono preoccupato" per l'aumento dello spread. Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha risposto così ai cronisti a margine di un convegno sul 5G alla Camera."Noi vogliamo prima di tutto incontrare tutti i soggetti pubblici e privati che rappresentano la realtà del mercato e vogliamo ribadire quello che abbiamo già detto: nel 2,4% di deficit oltre al reddito di cittadinanza, alla pensione di cittadinanza, alla flat tax e al superamento della legge Fornero, ci sono 15 miliardi di investimenti. È il più grande piano di investimenti mai fatto in Italia. Questo piano di investimenti – ha aggiunto – consentirà ai soggetti pubblici di avere un'alta redditività per i loro investimenti".

28 settembre 10:50 Def, Salvini: “Passo in avanti verso la civiltà, i mercati se ne faranno una ragione”

Il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, commenta al suo arrivo al comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza a Milano, la nota di aggiornamento al Def approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri. Salvini parla di un “passo in avanti verso la civiltà” e spiega perché non teme la reazione di mercati ed economisti: “I mercati se ne faranno una ragione. Sono convinto che analisti, commissari, tecnici capiranno che stiamo lavorando per il bene del Paese”. “Vogliamo dare lavoro ai giovani – continua Salvini – e se superando la legge Fornero mandiamo in pensione un po’ di persone apriamo spazi di lavoro e speranza ai giovani”.

Salvini risponde ancora alle domande sul Def e sul timore di una bocciatura da parte di Bruxelles della manovra: “Noi tiriamo avanti, pensiamo di lavorare bene per la crescita del Paese, di dare fiducia, speranza, energia, lavoro. Sono felice di quello che abbiamo fatto e che faremo nei prossimi quattro anni”. Il vicepresidente del Consiglio assicura che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, non è “mai stato in bilico, è membro del governo che in maniera compatta sta mantenendo tutti gli impegni con gli italiani”. Infine, una battuta in risposta a Luigi Di Maio che parla di “abolizione della povertà”: “Mi piacerebbe abolire la povertà, ma anche il cattivo tempo e i pareggi del Milan a tempo scaduto”, ironizza.

28 settembre 10:24 Def, sale lo spread a 265 punti, Milano è la peggiore piazza d’Europa

Dopo la risposta al Consiglio dei ministri di ieri, che ha decretato che la linea M5S-Lega ha avuto la meglio sulle indicazioni del ministro dell'Economia Tria, si fanno sentire i primi effetti sui mercati. Lo Spread tra Btp e Bund sale ancora e tocca i 265 punti base. Il rendimento del decennale italiano è in rialzo al 3,13%. Ieri il tasso del decennale aveva sfiorato il 3%, al 2,993%, chiudendo al 2,901%. Non l'effetto disastroso che si era temuto, ma di certo è la conferma di una tendenza di questi ultimi giorni: ieri aveva chiuso a 237 punti. La decisione di portare nei prossimi tre anni il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo al 2,4% ha avuto comunque le prime conseguenze: Piazza Affari ha iniziato le contrattazioni in calo di oltre l'1% e ha subito ampliato le perdite oltre il 2%, trascinata dalle banche. I mercati aspettano il giudizio di Bruxelles, che invece aveva auspicato un rapporto tra deficit e pil sotto il 2%. Gli altri listini europei sono deboli, ma con variazioni molto meno marcate, mentre l'euro si conferma sotto quota 1,17 dollari calando a 1,163. Londra cede lo 0,2%, Francoforte e Parigi hanno aperto in calo dello 0,4%. Milano comunque è la peggiore piazza d'Europa, con un Ftse Mib a -2,01%, dopo aver toccato un minimo del -2,4%, mentre l'All Share è sul -1,92%.

Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato,  ha commentato così: "La risposta a questa sconcertante decisione presa contro il parere del ministro dell'Economia Tria, sta venendo purtroppo dai mercati che reagiscono in modo preoccupante, con lo spread che schizza all'insù e la Borsa in gravissima perdita che sta trascinando le altre piazze europee. Purtroppo, nel governo èprevalsa la folle spinta ideologica e insensata dei 5 Stelle che espone l'Italia al rischio di un tracollo economico-finanziario. Temiamo che l'Italia sia entrata in un vicolo cieco ma non vogliamo rassegnarci a questa prospettiva".

28 settembre 10:12 Martina: “100 mliardi di deficit sui giovani, non capisco come Tria possa accettarlo”

"Io non capisco come un ministro che ha detto cose precise, oggi possa incassare quello che è stato annunciato senza dire nulla", ha commentato il segretario Maurizio Martina questa mattina nell’intervista a “Circo Massimo” su Radio Capital. Il riferimento è chiaramente al ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria che negli scorsi giorni aveva speso molte parole per rassicurare i partner europei sul rispetto degli accordi presi riguardo gli impegni di bilancio. Soprattutto, si era detto fermo sulla percentuale a cui fissare il deficit che, a parole sue, non doveva superare l'1,9% e invece sarà fissato al 2,4% , cedendo di fatto al pressing di Di Maio e Salvini.

Secondo Martina, infatti, la manovra approvata mette “cento miliardi di deficit sulle spalle dei giovani, zero investimenti, condono fiscale” e non solo, dà un giudizio molto duro nei confronti di un governo che definisce “irresponsabile” e che quindi obbligherà il PD a scendere in piazza per far capire al popolo italiano quanto il paese sia stato “messo a rischio”. L’appuntamento è fissato per questa domenica a Roma, dove è previsto l’arrivo di 200 pullman provenienti da tutta Italia, sei treni e tante persone pronte a creare, insieme al partito, un’alternativa. "In questi anni abbiamo fatto un lavoro di ricostruzione dell'Italia dopo la più grande crisi dal dopoguerra, per mettere in sicurezza i conti del paese. Per tutelare contribuenti, famiglie e imprese italiane. Il voto del 4 marzo non consente a chi governa oggi di poter fare tutto", ha detto Martina durante la trasmissione.

28 settembre 10:00 Def, deficit al 2,4% per tre anni. Commissione Ue: “Paese che si indebita si impoverisce”

 

L'accordo il governo lo ha trovato sul 2,4%, una percentuale che indica il deficit che quest'anno l'Italia accumulerà con la prossima legge di bilancio. La nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza, è stata approvata nella tarda serata di ieri dal Consiglio dei ministri, all'unanimità, prevedendo un deficit al 2,4% per i prossimi tre anni. In rialzo rispetto allo scorso anno. La manovra, assicurano i vicepresidenti del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini, conterrà il reddito di cittadinanza, le pensioni di cittadinanza, il superamento della legge Fornero con l'introduzione della quota 100 per andare in pensione, l'inizio della flat tax ma anche il condono fiscale. Ieri i parlamentari del M5s sono scesi in piazza, davanti Palazzo Chigi, per festeggiare l'approvazione del Def. In apertura di seduta hanno reagito i mercati, con lo spread tra Btp e Bund che si allarga di venti punti e sfonda il muro dei 260 punti base.

Un avvertimento viene anche da Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici: "Voglio continuare il dialogo con le autorità italiane, dicendo che rispettare le regole non è per noi, ma è per loro, perché quando un paese si indebita, si impoverisce", afferma in un'intervista alla tv francese Bfm. Dall'altra parte, però, Moscovici rassicura: "Non abbiamo alcun interesse ad aprire una crisi, ma non abbiamo neanche interesse a che l’Italia non riduca il suo debito, che resta esplosivo. Se gli italiani continuano a indebitarsi, cosa succede? Il tasso di interesse aumenta, il servizio del debito diventa maggiore. Gli italiani non devono sbagliarsi: ogni euro in più per il debito è un euro in meno per le autostrade, per la scuola, per la giustizia sociale". Ma non esclude la possibilità di sanzioni per l'Italia: "Delle sanzioni sono teoricamente possibili, è previsto dai trattati ma io non sono nello spirito da sanzioni, non lo sono mai stato. Farò in modo, nel mio dialogo con le autorità italiane, che l'Italia resti nello spirito comune, ma le regole vanno rispettate, e queste regole non sono stupide: se il debito sale creiamo una situazione instabile".