Sofia Panconi, 21 anni (Facebook).
in foto: Sofia Panconi, 21 anni (Facebook).

Troppo piccola la chiesa parrocchiale di Santa Maria per contenere la folla di persone che, ieri 18 aprile, si è data appuntamento a Faella per i funerali di Sofia Panconi, la 21enne morta in seguito ad una meningite da meningococco B dal decorso fulminante. Il sacerdote, don Daniel Jankowski, ha deciso di celebrare il rito all’aperto, nel campino di calcetto in sintetico che si trova proprio dietro l’edificio di culto nell’Aretino. Presente anche il sindaco Enzo Cacioli e i colleghi di lavoro del ristorante dove la ventunenne prestava servizio. “Il nostro è un paese colpito al cuore – ha ricordato don Daniel – e lo testimonia la vostra partecipazione. Siete numerosissimi e la chiesa non sarebbe riuscita a ospitarvi. Vi ringrazio perchè siete venuti ad accompagnare Sofia in un viaggio di speranza. Si è addormentata e ora è nella pace di Cristo”.

Sofia è morta martedì. Il giorno prima si era svegliata con la febbre alta, ma la temperatura si era abbassata grazie alla somministrazione di un antipiretico. La situazione però era precipitata il mattino successivo con la comparsa dei segni sulle gambe, le cosiddette ‘petecchie’, chiari indicatori di una sepsi che nonostante i tentativi di intervento dei medici del 118, l’ha portata al decesso. Intanto è stata conclusa la profilassi per chi è stato a contatto con la ragazza negli ultimi giorni. ”La sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre – spiega Teresa Maurello, direttore della U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica della Sud Est – in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Il periodo di incubazione è generalmente 3-4 giorni (da 2 fino a 10 giorni)”.