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16 Ottobre 2026
16:01

“Ti pagano per contare i pinguini”: perché ci stupiamo tanto quando lavorare con gli animali è un vero lavoro

Sta circolando molto un'offerta di lavoro per “contare” i pinguini in Antartide, con stipendi fino a 2.500 euro. Il lavoro esiste davvero, ma le candidature sono ormai già chiuse. Il punto però è un altro: questi lavori vengono spesso percepiti in Italia quasi come delle vacanze pagate, con retribuzioni considerate spesso esagerate o ingiustificate.

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L'ex base britannica sull'isola Goudier, in Antartide, circondata da pinguini Papua (Pygoscelis papua). Foto di UK Antarctic Heritage Trust (UKAHT)

Contare i pinguini in Antartide, vivere per cinque mesi tra ghiacci e paesaggi incontaminati e ricevere uno stipendio che può arrivare fino a 2.500 euro al mese. È l'insolita offerta di lavoro che in questi giorni sta circolando molto su diversi giornali e media nazionali e che sta attirando l'attenzione di tanti appassionati di animali e natura. La notizia, però, è vera solo in parte: il lavoro esiste davvero, ma al momento non è possibile candidarsi.

La UK Antarctic Heritage Trust (UKAHT), fondazione britannica che si occupa della conservazione del patrimonio storico dell'Antartide, recluta effettivamente ogni anno persone disposte a trascorrere diversi mesi in uno dei luoghi più remoti e inospitali del pianeta. E tra le mansioni previste c'è anche il monitoraggio della vicina colonia di pinguini. Tuttavia, verificando direttamente sul sito dell'organizzazione, emerge che le selezioni per la stagione 2026-2027 si sono chiuse lo scorso 15 marzo e che il nuovo team è già stato scelto.

Il 13 ottobre, infatti, la fondazione ha presentato ufficialmente il gruppo che raggiungerà l'Antartide per la prossima stagione. È molto probabile, quindi, che sia stata proprio questa comunicazione a riportare la notizia all'attenzione dei media italiani. Si tratta infatti di una di quelle offerte particolarmente curiose e che in Italia ricevono sempre molto spazio senza troppi dettagli, soprattutto quando coinvolgono anche animali e stipendi considerati alti.

Cosa significa davvero lavorare tra i pinguini in Antartide

La destinazione è Port Lockroy, sull'isola Goudier, lungo la Penisola Antartica. Qui sorge un'ex base britannica fondata nel 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi trasformata in un piccolo museo con un negozio di souvenir e un ufficio postale, soprannominato Penguin Post Office. Durante l'estate australe, tra novembre e marzo, il personale accoglie migliaia di visitatori che arrivano con le navi da spedizione, gestisce la corrispondenza, si occupa della manutenzione degli edifici e contribuisce anche al monitoraggio della colonia di pinguini Papua (Pygoscelis papua) che nidifica sull'isola.

Il monitoraggio dei pinguini è infatti una delle attività più importanti. Il personale incaricato deve contare nidi, uova e pulcini, raccogliendo dati utili per seguire nel tempo l'andamento della colonia e valutare anche gli effetti della presenza umana. Quest'anno il programma di monitoraggio compie trent'anni e sarà seguito da Alice Parr, già selezionata insieme agli altri membri del gruppo che trascorrerà i prossimi mesi a Port Lockroy.

Ma non è di certo una vacanza, come indirettamente vorrebbero far credere alcuni media. La base non dispone di acqua corrente, gli spazi sono condivisi e le condizioni meteorologiche possono essere molto difficili. Bisogna trasportare acqua e materiali, spalare la neve, occuparsi della manutenzione e lavorare quotidianamente a tempere estreme, con pochissimi comfort e lontano da casa.

Perché o lavori e gli stipendi per "contare" gli animali attirano tanta curiosità

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Ogni anno la fondazione forma un team che lavorerà sull'isola durante l'estate australe, tra novembre e marzo. Foto di UK Antarctic Heritage Trust (UKAHT)

C'è poi un altro aspetto che contribuisce probabilmente a spiegare perché notizie di questo tipo attirino spesso così tanta attenzione, soprattutto qui in Italia. Quando si parla di stipendi relativamente alti per lavori insoliti, magari a stretto contatto con gli animali, la curiosità è quasi sempre accompagnata da una certa incredulità. Contare pinguini, monitorare tartarughe marine o seguire gli spostamenti degli animali in natura vengono spesso percepiti come attività piacevoli, quasi delle vacanze pagate, per le quali certe retribuzioni possono sembrare persino esagerate o ingiustificate.

In realtà, dietro questi incarichi ci sono spesso competenze specialistiche, preparazione scientifica, responsabilità e soprattutto molto lavoro fisico. Trascorrere mesi in luoghi isolati, affrontare condizioni meteorologiche difficili, raccogliere dati seguendo protocolli rigorosi e vivere lontano da casa non è affatto semplice. Naturalmente, non tutte le posizioni richiedono le stesse qualifiche e non tutte sono retribuite allo stesso modo.

Per di più, non si tratta di opportunità così eccezionali come vengono spesso raccontate. Università, istituti di ricerca, enti di conservazione e organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo cercano regolarmente personale per attività sul campo, dal monitoraggio degli uccelli marini ai censimenti dei grandi mammiferi, fino alla raccolta di dati e al supporto logistico per i ricercatori che studiano gli animali in natura. Sono lavori veri, spesso faticosi e non sempre ben pagati, che richiedono molto più della semplice passione per gli animali.

Quanto si guadagna davvero e chi può candidarsi

Anche sulle retribuzioni occorre fare qualche precisazione. Gli articoli che stanno circolando parlano di stipendi compresi tra 1.700 e 2.500 euro mensili, ma le retribuzioni dipendono comunque anche dal ruolo ricoperto, dall'esperienza pregressa e dalle condizioni contrattuali individuali, mentre vitto e alloggio vengono forniti durante la permanenza in Antartide.

C'è poi un altro dettaglio importante, soprattutto per chi legge dall'Italia. La fondazione accetta anche candidature internazionali, ma richiede che gli aspiranti lavoratori abbiano già il diritto di lavorare nel Regno Unito e siano residenti nel Paese entro l'inizio delle selezioni. L'organizzazione non sponsorizza visti e non prevede eccezioni per chi vive all'estero. Insomma, "proporre" queste offerte senza tutti i dettagli racconta abbastanza bene perché vengono fatte circolare queste notizie in Italia.

Le candidature per la stagione 2026-2027 si sono chiuse il 15 marzo scorso e, secondo quanto riportato sul sito della UK Antarctic Heritage Trust, al momento non risultano nuove posizioni aperte. Chi sogna quindi di trascorrere qualche mese in Antartide, magari contribuendo al monitoraggio dei pinguini, dovrà quindi aspettare le prossime selezioni. Per ora, il posto è già occupato.

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