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10 Ottobre 2026
8:47

Operazione “Beagle nightmare”: i Carabinieri entrano nei laboratori Aptuit a Verona e sequestrano 17 cani

Dopo due anni di indagini, i Carabinieri sono entrati nel laboratori dell'azienda farmaceutica Aptuit di Verona, mettendo in salvo 17 Beagle destinati alla sperimentazione. Gli animali sono stati tutti adottati dopo le cure e la riabilitazione. L’inchiesta ha portato alla denuncia di 14 persone per presunti maltrattamenti e irregolarità nei test.

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Due anni di indagini per portare via dai laboratori di Aptuit, l'azienda farmaceutica veronese in cui si attua la sperimentazione sugli animali, 17 Beagle condannati ai test in laboratorio. L'hanno chiamata operazione "Beagle nightmare" e si tratta di un altro tassello di una lunga battaglia legale che si è ricongiunto al mosaico di una storia che va avanti da molto tempo e che vede per protagonista principale la LAV da una parte e l'utilizzo di animali, anche primati e altre specie, da parte dell'azienda per testare i prodotti.

Prima i fatti più recenti: la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, anche a seguito di ispezioni precedentemente effettuate su disposizione del Consiglio di Stato in ambito dei contenziosi amministrativi, ha incaricato il Raggruppamento Carabinieri CITES e i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Forestale locale di procedere con i controlli nella sede. Dall'operazione è emerso che i Beagle  subivano "sofferenze che ne causavano la morte o la sottoposizione a eutanasia", scrivono dalla LAV.

L'operazione ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 14 persone "per gravi irregolarità nella detenzione e nell’utilizzo ai fini della sperimentazione di numerosi esemplari di cane di razza Beagle. Gli animali, utilizzati come cavie, venivano sottoposti a sperimentazioni e test farmacologici non rispettando i rigidi protocolli ministeriali, subendo gravi maltrattamenti fino alla morte provocata dai test stessi o per eutanasia", precisano dall'ufficio stampa dei Carabinieri.

Oltre ai responsabili aziendali, sono stati denunciati anche dirigenti e medici veterinari della locale autorità sanitaria di Verona per “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, in quanto, "dichiarando il falso nei verbali relativi alle ispezioni a loro deputate presso i locali della sede di, hanno garantito alla multinazionale la possibilità di proseguire nelle condotte delittuose già allora in atto e successivamente accertate".

Durante il corso delle indagini sono state effettuate più ispezioni e perquisizioni, anche digitali con l’ausilio di informatici specializzati del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Verona, acquisendo così una enorme mole di documentazione al vaglio degli inquirenti che, in merito, si sono avvalsi anche di Consulenti Tecnici specializzati in materia.

I Beagle, in totale appunto 17 che sono stati trovati ancora in vita, scrivono i Carabinieri che "sono stati salvati, posti in sequestro e affidati ad associazioni per le dovute cure e per l’indispensabile riabilitazione fisica e psicologica".

Del loro futuro ne parla la LAV: "Dal momento esatto del sequestro, ci siamo fatti interamente carico della custodia e del destino di tutti gli animali, garantendo l'immediato trasferimento in contesti sicuri per avviare i necessari percorsi di cura e di riabilitazione fisica e psicologica dopo i traumi subiti. Grazie alla tempestività e alla gestione logistica dell'associazione, tutti i 17 Beagle sono già stati adottati e si trovano ora presso famiglie amorevoli".

La lunga battaglia legale è stata caratterizzata da una serie di eventi che hanno portato gli animalisti ad ottenere praticamente quasi sempre ragione, come nel caso più recente quando era intervenuta anche la Corte di Cassazione dichiarando inammissibile un ricorso presentato dai legali di Aptuit per 8 Beagle che erano stati precedentemente affidati alla LAV e che non sono tornati nei laboratori di Verona.

Il 16 marzo scorso il Tar del Lazio aveva sospeso i test sui Beagle nei laboratori Aptuit di Verona. Secondo il Tribunale amministrativo la sofferenza animale era "irreparabile" e prevalente sulla ricerca in attesa del merito.

Nel novembre del 2025 l'ex amministratore delegato e la veterinaria responsabile del benessere animale dell'azienda farmaceutica accusati di maltrattamento e uccisione non necessaria di animali avevano presentato rispettivamente istanza di patteggiamento e la richiesta di messa alla prova di fronte al Giudice del Tribunale di Verona. L'ex amministratore delegato, in particolare, attraverso il patteggiamento era stato condannato a sei mesi di reclusione che però non ha scontato per la sospensione della pena.

Andando alle origini di questa storia, tutto è iniziato nel 2021 quando la Lav ha denunciato i maltrattamenti all'interno della struttura a Verona non solo nei confronti dei cani ma anche dei primati presenti nei laboratori. Nel 2022 la Procura aveva iniziato ad indagare e si era proceduto anche con il sequestro di diversi animali.

In totale sono 68 gli animali portati in salvo dalla LAV negli ultimi 5 anni di battaglie legali. Si tratta di esseri senzienti che come sottolineano dalla LAV sono stati "sottratti ad una vita di sfruttamento, pavimenti mattonellati e luci artificiali e che adesso hanno scoperto che significa essere liberi, avere dignità, poter essere rispettati come individui".

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