
A distanza di un anno dal sequestro che aveva permesso a 9 Beagle di uscire dai laboratori della multinazionale veronese del farmaco Aptuit, altri 8 cani erano stati affidati alla LAV. Ora la Cassazione ha messo la parola fine alla battaglia legale stabilendo che gli animali non torneranno nei laboratori dove avviene la sperimentazione su diverse tipologie di animali tra cui cani e primati.
Gli 8 Beagle, scrive la LAV "sono così definitivamente salvi dopo una ‘vita' fatta di griglie metalliche, luci artificiali, iniezioni e prelievi e vanno ad aggiungersi agli altri 16 Beagle già messi in salvo e affidati a famiglie amorevoli".
La sentenza ha infatti stabilito che il ricorso dell'azienda è inammissibile, affidando definitivamente gli 8 cani all'associazione animalista. “La multinazionale, nella memoria per il riesame, ha scritto che portandoli via dai box in cui erano rinchiusi, LAV avrebbe impattato negativamente sul loro benessere causando uno “stress acuto grave” – commenta Valeria Albanese, e responsabile area ricerca senza animali di LAV – Questa è l’accusa che ci viene mossa da Aptuit per aver permesso a degli esseri senzienti di poter finalmente mettere in atto il proprio repertorio comportamentale e correre liberi da qualsiasi costrizione e sofferenza. La richiesta di rientrare in possesso dei cani è inoltre del tutto pretestuosa: qualora l’azienda fosse riuscita nel suo intento non avrebbe comunque potuto riutilizzarli: una volta usciti dallo stabulario, gli animali non possono infatti essere reimpiegati in procedure sperimentali".
Sono in totale 68 gli animali portati in salvo da LAV negli ultimi 5 anni di battaglie legali e sottratti ad "una vita di sfruttamento, pavimenti mattonellati e luci artificiali e che adesso hanno scoperto che significa essere liberi, avere dignità, poter essere rispettati come individui".