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14 Maggio 2026
16:52

101 Barboncini sequestrati per maltrattamento e poi restituiti all’allevatrice, Enpa: “trovati in condizioni pessime”

101 Barboncini erano stati sequestrati da un allevamento non a norma a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa. Gli animali erano in condizioni pessime secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri forestali. Il Tribunale del riesame di Firenze ha deciso che i cani devono essere restituiti alla proprietaria della struttura già condannata per tentato traffico illecito di animali da compagnia, associazione per delinquere, traffico illecito continuato di animali da compagnia e altri reati.

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Tre dei 100 Barboncini recuperati da un allevamento illegale a Castelfranco di Sotto in provincia di Pisa

101 Barboncini erano stati ritrovati dalla Guardia di Finanza a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, abbandonati a loro stessi e in pessime condizioni igienico sanitarie, secondo quanto gli stessi finanzieri avevano fatto sapere durante il sequestro: "I cani erano detenuti in strutture precarie e realizzate con materiali non idonei, spesso deteriorati e privi di adeguato fissaggio, con una diffusa presenza di elementi potenzialmente pericolosi, come lamiere metalliche e reti con estremità sporgenti".

Ora, però, il Tribunale del Riesame di Firenze ha deciso che i Barboncini vanno restituiti alla signora Roberta Rubini, titolare dell'allevamento che non aveva nemmeno i documenti in regola. La donna è stata recentemente condannata in secondo grado, come l'ENPA rende noto, con sentenza n. 110/2025 pronunciata il 30 gennaio 2025 dal Tribunale di Trieste a 3 anni e 8 mesi di reclusione per tentato traffico illecito di animali da compagnia, associazione per delinquere, traffico illecito continuato di animali da compagnia e plurimi episodi di truffa nella vendita di cuccioli con falsi pedigree o pedigree non riconosciuti.

La decisione dei giudici fiorentini, secondo Giusi D'Angelo Vice Presidente Nazionale dell'Enpa, associazione che era stata identificata come custode giudiziario degli animali, "non rende giustizia  e non va di pari passo con l’evoluzione delle norme e della giurisprudenza in materia. Nei convegni e nelle piazze si parla di stretta di vite sui maltrattamenti degli animali ma nella pratica, dopo tanto lavoro e coordinamento da parte di tutti, questo è il risultato. Le relazioni tecniche parlavano chiaro, è evidente che qualcosa non ha funzionato".

Effettivamente le carte delle Fiamme gialle che hanno collaborato durante l'operazione parlavano molto chiaro, e così anche le immagini che mostrano le condizioni in cui i cani sono stati trovati. "Gli animali erano stipati in box sovraffollati, in evidente contrasto con i requisiti minimi previsti dalla normativa regionale che tutela gli animali d’affezione”, hanno segnalato i finanzieri che hanno condotto l'intervento con i Carabinieri forestali e i funzionari del servizio veterinario della Asl Toscana Centro.

“Parliamo di animali trovati in condizioni che, secondo quanto emerge dalla documentazione tecnica, presentavano gravi criticità sanitarie, comportamentali ed etologiche – specifica D’Angelo – Qui non stiamo parlando di semplici irregolarità amministrative, ma di animali trovati in condizioni che meritano attenzione e approfondimento sotto il profilo del benessere animale”.

Cosa ne sarà adesso dei Barboncini è tutto da verificare, considerando che "la struttura presenta rilevanti criticità abusive", conclude la Vice Presidente Nazionale dell'Enpa che rivolge un appello diretto diretto alla Procura, al Comune e alla ASL "affinché venga chiarito quale sarà la destinazione degli animali oggetto del dissequestro e quali garanzie verranno adottate per la loro tutela”.

A pochi giorni dal sequestro, l'Enpa aveva fatto sapere di aver ricevuto per i cani oltre 1500 richieste di pre-affido nelle sole, prime 24 ore. Di queste, circa 200 persone avevano già compilato il questionario, "primo passaggio necessario per avviare un percorso consapevole".

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