
Solo il nome, per chi conosceva quella realtà, incuteva tristezza e faceva pensare all'orrore subito da migliaia di cani. Ridglan Farms, uno dei più grandi allevamenti commerciali e centri di ricerca biomedica degli Stati Uniti specializzato nella fornitura di animali di razza Beagle per la sperimentazione animale, ha finalmente chiuso.
Il "colosso" statunitense, come lo ha definito la Lav in un comunicato in cui commenta la notizia, "ospitava" ancora 155 cani degli oltre 2000 che nel corso del tempo erano già stati liberati. Tutti erano destinati alla vivisezione e ora sono stati affidati a diverse associazioni locali che si occuperanno della loro cura, della riabilitazione e dei percorsi di adozione.
Situato a Blue Mounds, nel Wisconsin, Ridglan Farms ha chiuso definitivamente tutte le attività legate all'allevamento e ai test dopo decenni di proteste, indagini penali per maltrattamento e accordi legali. Le associazioni animaliste americane, e anche quelle di tutto il mondo, definiscono la decisione "una vittoria storica" per quella che era una vera e propria fabbrica di animali destinati alla sperimentazione.
L'allevamento del Wisconsin era stato sotto l'occhio del ciclone e sotto i riflettori della stampa americana dopo che alcuni attivisti per i diritti degli animali avevano effettuato due irruzioni a marzo e aprile da cui erano scaturiti decine di arresti e accuse penali a carico di chi aveva partecipato alle irruzioni. Il gestore della struttura aveva già accettato di vendere i Beagle proprio alle associazioni per la protezione degli animali e, a giugno poi aveva annunciato l'intenzione di chiudere. Ad aprile, infatti, 1.500 cani degli oltre 2.000 cani presenti erano stati venduti alla Big Dog Ranch Rescue e al Center for a Humane Economy.
Del resto l'allevamento era a rischio da tempo, soprattutto da quando nel 2025 le osservazioni sul benessere dei cani sollevate dalle associazioni di tutela animale avevano fatto sì che si procedesse con un'indagine da cui era emerso che alcuni dipendenti avevano asportato le ghiandole oculari dei cani senza anestesia. Una pratica che, secondo il procuratore, si configurava chiaramente come maltrattamento di animali. Per evitare procedimenti penali, Ridglan ha accettato di rinunciare alla propria licenza di allevamento entro il 1° luglio 2026.