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28 Giugno 2026
9:58

La strage nel rifugio “no kill” in California: trovati i cadaveri di più di 100 cani in una fossa comune

Sotto inchiesta il santuario per animali Miranda's Rescue a Fortuna, in California, una struttura nata per accogliere i cani condannati all'eutanasia. Ad ora sono emersi 117 resti da due fosse tra cui 21 crani, centinaia di ossa e sei microchip.

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Un santuario dell'orrore che sarebbe dovuto essere il luogo di salvezza per centinaia di cani condannati all'eutanasia. A Fortuna, in California, squadre speciali sono al lavoro al Miranda's Rescue, un rifugio "no kill", ovvero dove venivano portati gli animali condannati all'eutanasia nei canili pubblici, che però hanno subito una sorte ben peggiore. Sono centinaia i cadaveri che stanno emergendo durante l'operazione delle forze dell'ordine che hanno identificato, ad ora, due fosse da cui sono emersi 117 resti, 21 crani, centinaia di ossa e sei microchip.

Il bilancio attuale risale al 25 giugno 2026, quando la Divisione Crimini Maggiori dell'Ufficio dello Sceriffo della Contea di Humboldt ha completato una seconda operazione di perquisizione. Il mandato autorizzava gli agenti a perquisire i terreni e gli edifici associati a Miranda's Rescue e alla proprietaria, Shannon Miranda, alla ricerca di prove relative a maltrattamenti sugli animali e frode, incluso lo scavo nei campi alla ricerca di prove della presenza di cani deceduti che si riteneva fossero sepolti in fosse comuni.

Tutto ha inizio grazie alle segnalazioni di un'attivista che per quasi vent'anni ha ritenuto la struttura un lager e non certo quel "paradiso" per animali che veniva pubblicizzato. Jennifer Raymond era infatti convinta che qualcosa di orribile accadesse al Miranda's Rescue, ma le sue ripetute richieste alle autorità di indagare sul rifugio per animali della California settentrionale, secondo quanto sta dichiarando ai media Usa, sono sempre cadute nel vuoto.

In buona sostanza Raymond aveva tutti gli incartamenti e le prove con tanto di richieste di accesso agli atti pubblici da cui si evinceva che al "santuario" venivano lautamente pagati per accogliere centinaia di cani provenienti dai canili ogni anno, in uno Stato in cui la pena di morte è la prassi per i cani che non vengono adottati nei rifugi pubblici. Per questo in diversi stati americani esistono realtà come il Miranda's Rescue, finanziate da persone amanti degli animali che fanno in modo di tirare fuori gli animali condannati all'eutanasia e pagare strutture che li tengono in stallo. Nel caso specifico, l'attivista aveva sollevato un dato di fatto: che fine facevano tutti i cani portati nella struttura di Fortuna? Sparivano e non per adozioni, considerando quanto sia difficile trovare famiglie affidatarie per i cani abbandonati in quella zona rurale della contea di Humboldt.

Raymond ha così deciso di trasferirsi accanto al rifugio insieme a Jenna Moore, un'altra attivista, e ha raccontato di aver visto degli "oggetti di grandi dimensioni" gettati in una profonda buca nella proprietà. La notte del 26 aprile le due donne hanno deciso di prendere in mano la situazione, introducendosi senza permesso nella proprietà. "Abbiamo aspettato che facesse buio, ci siamo armati di lampade frontali, pale, guanti e cellulari, siamo andati verso la buca, ci siamo buttati dentro e abbiamo iniziato a scavare. Ogni volta che dissotterravamo un cane, scoprivamo anche parte di un altro cane, e così abbiamo continuato a seguire le tracce", ha raccontato. E ciò che hanno trovato ha dato il via alle indagini ufficiali.

Ad oggi i 117 cadaveri ancora integri ritrovati erano in vari stadi di decomposizione. Settanta sono stati sottoposti a radiografia sul posto e molti di questi animali presentano frammenti di proiettile. La maggior parte dei cani era dotata di microchip. Gli esperti stanno attualmente esaminando i dati ottenuti dai microchip e stanno lavorando per identificare gli animali. Sulla base degli esami preliminari, gli investigatori hanno stabilito che la causa di morte per la maggioranza è da attribuire a ferite da arma da fuoco.

In un'altra area del rifugio, sono stati rinvenuti altri cadaveri di cani in avanzato stato di decomposizione ed è stata individuata un'area all'interno di un fienile che si ritiene sia il luogo in cui i cani sono stati probabilmente uccisi. Nella stessa zona, sono stati trovati più di 600 collari.

Tra gennaio 2025 e maggio 2026, l'associazione Miranda's Rescue ha accolto più di 900 animali provenienti da rifugi e da privati ​​cittadini, ma finora sono riusciti a rintracciare i registri di adozione solo per un numero limitato di essi, secondo quanto dichiarato dallo sceriffo William Honsal in una conferenza stampa. "Per ogni animale accolto, l'organizzazione Miranda's Rescue richiedeva una tariffa che variava dai 500 dollari a diverse migliaia di dollari", ha anche aggiunto il responsabile della polizia locale.

In una dichiarazione pubblicata il 18 giugno sul sito del rifugio, laresponsabile Shannon Miranda ha descritto il rifugio come un "centro di recupero senza soppressione" che non pratica l'eutanasia sugli animali per fare spazio, ma la pratica solo in circostanze estreme, come malattie terminali o aggressioni al personale. La donna ha aggiunto: "Le accuse mosse senza una piena comprensione delle circostanze possono danneggiare non solo la mia reputazione, ma anche il futuro di un'organizzazione che serve questa comunità da decenni". Intanto però sono più di 700 i cani che mancano all'appello secondo ciò che emerge dall'inchiesta.

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