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7 Luglio 2026
11:30

Trascinarono il cane Rambo con l’auto nel Barese: padre e figlio patteggiano 8mila euro ciascuno

Si chiude con il patteggiamento il caso di Rambo, il cane trascinato con l’auto in provincia di Bari nel 2025: per padre e figlio 8mila euro di multa ciascuno.

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La vicenda risale al gennaio 2025

Si è chiusa con un patteggiamento la vicenda di Rambo, il cane trascinato con un'auto lungo la strada provinciale tra Cassano delle Murge e Altamura, in provincia di Bari, nel gennaio 2025. Padre e figlio, imputati per il maltrattamento dell'animale, hanno concordato la pena con la Procura: il Tribunale penale di Bari ha applicato a ciascuno una multa da 8.000 euro, oltre al pagamento delle spese legali delle parti civili.

La storia del cane Rambo, trascinato da un'auto in strada

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Rambo mentre si trovava al canile comunale di Cassano

Il caso aveva suscitato forte indignazione per la gravità di quanto accaduto a Rambo, un meticcio di taglia media dal mantello bianco e marrone, legato al guinzaglio e trascinato per un tratto di strada dall'auto dai due uomini. A fermare tutto erano stati due automobilisti di passaggio, che avevano bloccato il mezzo e chiamato subito i soccorsi. Quando sul posto è poi arrivata la Polizia locale, il cane era a bordo strada, ferito e in evidente stato di sofferenza.

Il ricovero urgente in clinica veterinaria aveva confermato la gravità delle sue condizioni. Come ci aveva raccontato Alessandro Florio, gestore del canile comunale di Cassano, Rambo presentava profonde ferite sanguinanti alle zampe e all'addome, provocate dallo sfregamento sull’asfalto durante il trascinamento, oltre a un forte stato di stress e paura. Dopo il sequestro, il cane era stato affidato in custodia a un'associazione locale che gestisce il canile e in seguito è stato dato definitivamente adottato da una nuova famiglia.

Per la LAV servono "sanzioni realmente proporzionate"

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LAV, che si è costituita parte civile, ha chiesto al giudice di valutare con attenzione la congruità della pena

Nel procedimento si è costituita parte civile anche LAV, attraverso l'avvocata Annarita D'Errico. L'associazione ha chiesto al giudice di valutare con attenzione la congruità della pena rispetto alla gravità dei fatti. Il patteggiamento, infatti, è un rito alternativo previsto dalla legge che consente all'imputato di concordare la pena con l'accusa: le parti civili non possono opporsi, ma possono sollecitare un controllo del giudice sull'accordo raggiunto.

A incidere sull'esito del procedimento è stata anche la normativa in vigore al momento dei fatti. Nel gennaio 2025, l'articolo 544-ter del Codice penale, che punisce il maltrattamento di animali, consentiva di applicare in alternativa una pena pecuniaria oppure una pena detentiva. Per questo il processo si è concluso con la sola sanzione economica. La situazione è cambiata con la cosiddetta legge Brambilla, che ha riformato i reati contro gli animali prevedendo, per questo tipo di condotte, la possibilità di applicare insieme pena detentiva e multa.

Secondo la LAV, però, il caso Rambo mostra comunque i limiti del sistema precedente e, in parte, anche di quello attuale. "La non congruità della pena rispetto alla gravità dei maltrattamenti contestati evidenzia una carenza di tutela che non possiamo accettare", ha dichiarato D'Errico, sottolineando la necessità di sanzioni realmente proporzionate all'offesa e capaci di riconoscere in modo concreto che gli animali sono esseri senzienti, cioè capaci di provare dolore, paura e sofferenza.

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