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Abbandonato e legato sotto al sole: l’agonia e la morte di un cane a Roccadaspide in Cilento. L’avvocato: “Tutti sapevano: Vigili urbani informati da giorni”

A Roccadaspide, in provincia di Salerno, un cane è morto legato sotto al sole nonostante ripetute segnalazioni alle autorità. Una volontaria aveva denunciato il caso giorni prima. Ora un esposto in Procura punta ad accertare le responsabilità e la sorte di un secondo cane presente sul posto.

31 Maggio 2026
9:29
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Il video parla chiaro: un cane morto e un altro ancora legato a catena. E le immagini non sono finite solo a noi di Kodami ma nelle mani del Comandante dei Vigili urbani di Roccadaspide e ben prima che l'animale morisse abbandonato e legato sotto al sole in una proprietà privata.

Attenzione: le immagini sono non adatte a persone sensibili e su Kodami abbiamo preferito pixellare il cadavere dell'animale. 

A rendere nota la situazione era stata una volontaria che prima si era recata di persona in caserma il 24 aprile, poi aveva continuato a monitorare la situazione a fronte dell'assenza di intervento da parte delle Forze dell'ordine inviando un altro video il 27 aprile per poi, ieri, tornare sul posto e vedere che nulla era stato fatto: alle 14 di sabato 30 maggio il cane era morto.

"Chi di dovere era perfettamente consapevole di quanto stava accadendo – spiega a Kodami l'avvocatessa Anna Vicinanza che sta seguendo il caso – La volontaria ha fatto di tutto per denunciare la situazione prima che il cane morisse. Quella proprietà privata, per giunta, appartiene a una persona già attenzionata proprio per altri casi di maltrattamento animale, tanto che gli era stato portato via un Jack Russell che deteneva in condizioni pessime".

Gianna Senatore, fondatrice e responsabile dell'Associazione Zoofila Nocerina ODV, ha diffuso le immagini sui social, accompagnando il video con parole chiare rispetto a una situazione di totale noncuranza sulle condizioni degli animali in un'area a forte impatto turistico. Contattata da Kodami, Senatore è molto chiara: "Siamo nel degrado più totale: c'è una parte di territorio in Campania, il famoso e bellissimo Cilento, in cui cose del genere accadono all'ordine del giorno. Da pochi giorni sono arrivati da noi in canile 11 segugi che erano tenuti sempre in quell'area a morire di fame e di sete in un serraglio, segnalati da una turista che era venuta nella zona a fare un'escursione. Parliamo di piccoli comuni, in cui si sa tutto di tutti e questa inadempienza da parte delle Istituzioni è intollerabile su un territorio così piccolo in cui gli animali sono abbandonati a loro stessi o nelle mani di veri e propri aguzzini".

L'avvocatessa Vicinanza presenterà ora un esposto alla Procura della Repubblica per quanto accaduto a Roccadaspide, considerando anche che l'altro cane che si vede nel video nemmeno è stato allontanato dalla persona di riferimento: "Nelle comunicazioni che sono intercorse tra me e il Comandante dei vigili urbani mi è stato detto che quando poi ieri sono andati a controllare il cadavere non era presente, l'altro cane era libero e che la persona è stata sanzionata per l'assenza di microchip. Null'altro è stato aggiunto, quindi per ora ciò che sappiamo è che nulla è stato chiesto del cadavere dell'animale e che si è ‘preferito' lasciare lì anche l'altro animale".

Vicinanza ha avuto anche già un confronto con Gabriele Iuliano, Sindaco di Roccadaspide. Dal loro scambio il Primo Cittadino si è detto pronto ad approfondire quanto accaduto. Contattato da Kodami, così ha commentato la notizia: "Sono sconcertato e incredulo del fatto che ci possano essere ancora oggi situazioni come questa, ma anche fiducioso del fatto che gli accertamenti in corso faranno piena luce sull’incredibile intera vicenda, con l’adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti dalla legge. Ho chiesto intanto una relazione immediata al Comandante locale dei vigili urbani".

A sollevare la questione e a segnalarla all'assessora regionale al benessere animale Fiorella Zabatta è stata anche Roberta Gaeta, ex consigliera regionale con delega al benessere animale. "Chi sapeva? Chi è stato avvertito? Cosa è stato fatto in tutto questo tempo? – sottolinea Gaeta – E soprattutto: perché questo cane è morto così? Perché un cane non muore così in poche ore. Muore lentamente. Soffre lentamente. Aspetta inutilmente qualcuno che arrivi. E mentre lui restava lì, senza possibilità di ripararsi, legato, completamente indifeso, qualcuno avrebbe già chiesto aiuto".

In Italia, con la nuova n.82 del 6 giugno 2025, tenere cani legati è vietato a livello nazionale, secondo l'articolo 10 che così recita:

Divieto di detenzione di animali di affezione alla catena

1. È vietato detenere animali di affezione alla catena o con altri strumenti simili che ne limitino il movimento legge-82-2025.pdf. Deroghe sono ammesse solo per ragioni sanitarie o di sicurezza documentate.

2. La violazione del divieto comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 5.000 euro

Ancora però sono tantissime le situazioni in cui, nonostante il dettato normativo ormai nazionale, i cani vengono non solo tenuti legati ma anche lasciati sottoposti alle intemperie. In un periodo dell'anno in cui stiamo assistendo a un'ondata di calore anomala, quanto accaduto a Roccadaspide non rientra solo nella fattispecie descritta ma evidentemente anche in quelle di abbandono, maltrattamento di animali e anche morte del soggetto.

La legge attuale ha inasprito le pene e le sanzioni, prevedendo che se una persona abbandona un animale rischia l'arresto fino a 1 anno e la multa da 5.000 a 10.000 euro. Se l'abbandono avviene su strada con un veicolo, può scattare anche la sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno. In caso di maltrattamento, invece, è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni e se la conseguenza è la morte la reclusione va dai 6 mesi ai 3 anni con multa da 5.000 a 30.000 euro. Qualora si accertino anche sevizie o sofferenze prolungate, la pena sale da 1 a 4 anni e la multa da 10.000 a 60.000 euro.

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