
Per oltre quaranta Alaskan Husky salvati nei mesi scorsi in Trentino si apre finalmente una nuova possibilità. Dopo il sequestro avvenuto a febbraio a Millegrobbe, in provincia di Trento, i cani sono stati affidati in via definitiva alla LAV e ora possono essere adottati da famiglie disposte ad accoglierli e prendersene cura per il resto della loro vita.
La vicenda era emersa all'inizio dell'anno, quando allo sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Trento erano arrivate alcune segnalazioni sulle condizioni in cui vivevano gli animali. Dopo gli accertamenti e la documentazione raccolta dai volontari, il caso è stato poi segnalato al Corpo Forestale trentino, che ha avviato le verifiche culminate nel sequestro dei cani.
Secondo quanto riferito dall'associazione, gli Alaskan Husky erano impiegati nell'attività di traino delle slitte, nota come sleddog. Si tratta di una disciplina sportiva praticata soprattutto in Nord Europa e nelle regioni caratterizzate da inverni rigidi e abbondanti nevicate, che finisce spesso al centro di polemiche e casi di sfruttamento e maltrattamento.
I cani da slitta erano maltrattati e tenuti in condizioni pessime

Dopo il sequestro, gli animali sono stati trasferiti in una struttura ritenuta idonea a garantire spazi adeguati e condizioni di benessere. Qui sono stati sottoposti a visite veterinarie approfondite che hanno purtroppo evidenziato numerosi problemi di salute.
I referti hanno documentato casi di denutrizione, disidratazione, debilitazione fisica, infestazioni da parassiti, dermatiti, ferite e altre patologie compatibili con una prolungata mancanza di cure. Alcuni cani presentavano inoltre gravi malattie tumorali a carico delle ghiandole mammarie o dell'apparato riproduttivo maschile, condizioni che hanno richiesto interventi chirurgici urgenti e specifici trattamenti veterinari.
Proprio sulla base di queste evidenze, la Procura di Trento ha riconosciuto non solo il reato di detenzione incompatibile con la natura degli animali, ma anche quello di maltrattamento.
Un percorso di recupero fisico e comportamentale per molti cani

Per molti di questi cani il recupero non ha riguardato soltanto la salute fisica. Alcuni si sono infatti mostrati particolarmente timorosi, insicuri, diffidenti o poco abituati all'interazione con le persone. Per questo motivo è stato avviato per loro un percorso di riabilitazione comportamentale. Gli individui più fragili sono stati trasferiti in strutture specializzate, dove educatori e professionisti del settore stanno lavorando per aiutarli a recuperare fiducia negli esseri umani e affrontare gradualmente una vita in famiglia.
Questi percorsi prevedono numerose attività che permettono al cane di imparare gradualmente a gestire paure, stress e situazioni nuove. Un lavoro particolarmente importante per quegli animali che hanno vissuto per lungo tempo in condizioni inadeguate, di deprivazione o con scarse opportunità di socializzazione con i propri simili e le persone.

A differenza del più noto Siberian Husky, allevato anche per caratteristiche estetiche ben precise, gli Alaskan Husky non sono una razza riconosciuta e vengono selezionati principalmente per le prestazioni sportive. Proprio per questo motivo il loro aspetto può essere molto variabile. Si tratta di cani energici e particolarmente attivi, che necessitano di movimento, stimoli mentali e una gestione consapevole. Tuttavia, come sottolinea la stessa LAV, possono diventare ottimi compagni di vita se accolti in contesti adatti alle loro esigenze.
Ora si cerca una famiglia per dare una nuova vita agli Husky

Per la LAV l'affidamento definitivo disposto dalla Procura rappresenta un passaggio fondamentale. Dopo mesi di cure, assistenza e riabilitazione, per alcuni di questi Alaskan Husky è arrivato il momento di lasciare alle spalle il passato e a costruire finalmente una nuova relazione con le persone.
"Per questi cani si apre finalmente una nuova fase di vita che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile", ha infatti sottolineato in un comunicato l'associazione. L'obiettivo è trovare per ciascuno di loro una famiglia in grado di garantire stabilità, attenzione e rispetto. Una prospettiva che per molti di questi animali rappresenta la prima vera opportunità di vivere non come strumenti destinati a una prestazione, ma come individui con bisogni, desideri, emozioni e una propria storia da ricostruire.
Gli appelli con i cani adottabili, la loro storia e tutte le altre informazioni sono disponibili sul sito della LAV.