
Duecento Siberian Husky sono stati sequestrati e portati via dall'allevamento lager di Ponzano Romano, in provincia di Roma, dopo un maxi intervento dei Carabinieri Forestali coordinato con la Procura di Rieti. La vicenda era ormai diventata un caso e dopo proteste, presidi e bracci di ferro che vanno avanti da anni sembra essere arrivato il lieto fine. I cani, secondo quanto emerso durante le operazioni, vivevano in condizioni igieniche molto precarie, tra sporcizia, escrementi, poca acqua e scarsità di cibo.
L'operazione è arrivata come detto dopo anni di segnalazioni e denunce da parte di cittadini, vicini della struttura e associazioni come LNDC Animal Protection, LAV e OIPA. A dare notizia del sequestro è stata Patrizia Prestipino, garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale, che ha seguito direttamente le operazioni insieme agli investigatori e ai veterinari dell'ASL.

Secondo quanto riferito, gli animali sarebbero stati trovati in uno stato di forte sofferenza: molti erano sottopeso, feriti o debilitati. Alcuni apparivano quasi apatici, una condizione che può essere collegata a stress cronico, isolamento, deprivazione e mancanza di stimoli. Quando un cane vive per lungo tempo in ambienti degradati e senza cure adeguate, infatti, può sviluppare problemi fisici, ma anche comportamentali, mostrando paura, letargia o difficoltà a relazionarsi con le persone e propri simili.

Gli Husky sono una razza selezionata originariamente per trainare le slitte nelle regioni artiche. Sono cani molto resistenti, abituati a vivere in gruppo e a lavorare in team. Proprio per questo, necessitano di stimoli e attività adeguate a soddisfare le proprie motivazioni di razza per garantire il loro benessere psicofisico. Circa 200 dei 240 cani presenti nella struttura sono già stati trasferiti e affidati alle cure di veterinari, volontari e associazioni. Per gli altri, hanno spiegano le autorità, sono ancora in corso ulteriori verifiche e interventi.
Il sequestro chiude un caso di maltrattamento che andava ormai avanti da anni e che vede al centro un fenomeno ancora troppo diffuso: quello degli allevamenti illegali o gestiti senza rispettare le più minime norme sul benessere animale. In Italia il maltrattamento di animali è un reato previsto dal codice penale e può portare come in questo caso a sequestri, sanzioni e procedimenti giudiziari. Oggi è stato fatto un passo importante, ma molto ancora deve essere fato per arginare questo fenomeno ed evitare ulteriori casi che possono andare avanti per anni.