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30 Settembre 2026
13:52

Oaka, la cagnolina addestrata per cercare e salvare i koala in Australia

Oaka è una giovane Koolie australiana addestrata per diventare un cane da ricerca dei koala in difficoltà. Raccoglie l'eredità di Bear, ora in pensione, che ne ha salvati oltre 100 dopo i pesanti incendi che negli anni scorsi hanno colpito l’Australia.

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Oaka, una Koolie australiana di due anni, è il nuovo cane da rilevamento specializzato nella ricerca dei koala in difficoltà. Foto di Suzanne Pearson/IFAW

Si chiama Oaka, ha due anni ed è una Koolie australiana. È stata adottata dopo essere stata affidata a un'associazione perché la sua famiglia non riusciva più a gestirla e ora sta imparando un nuovo lavoro: cercare i koala in difficoltà grazie al suo olfatto. Il suo addestramento nasce dalla necessità di raccogliere la pesante eredità di Bear, il cane che per anni ha aiutato i soccorritori a trovare i marsupiali in difficoltà, soprattutto dopo gli incendi.

Bear è andato in pensione a 11 anni, dopo circa un decennio di attività. Durante gli incendi devastanti della cosiddetta Black Summer, tra il 2019 e il 2020, aveva contribuito a recuperare più di 100 koala, molti dei quali avevano bisogno di cure veterinarie urgenti. Era stato addestrato a riconoscere l'odore del pelo dei koala e, quando ne individuava uno, si fermava alla base dell'albero per segnalare la presenza dell'animale. La sua ricompensa era una pallina, il suo gioco preferito.

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Oaka diventerà il nuovo cane da rilevamento specializzato nella ricerca dei koala in difficoltà, soprattutto durante gli incendi

Ora IFAW, una delle più grandi ONG dedicate alla protezione degli animali, e Innovation for Conservation (I4C), specializzata nell'uso di cani da rilevamento (detection dogs) per la conservazione stanno addestrando Oaka per svolgere lo stesso tipo di ricerca. La selezione è iniziata a maggio, quando sono arrivate oltre 50 candidature dall'Australia e persino dagli Stati Uniti. Sono stati valutati 13 cani e Oaka ha attirato subito l'attenzione degli addestratori per la sua capacità di muoversi rapidamente nell'ambiente e concentrarsi sulla ricerca della pallina.

Non basta però avere un buon fiuto per diventare un cane da rilevamento. I prescelti devono avere una forte motivazione al gioco, grande concentrazione e nessun interesse a inseguire o catturare gli animali come se fossero prede. L'obiettivo è trasformare le sue predisposizioni individuali e motivazioni di razza in una vera attività di ricerca: Oaka dovrà imparare a riconoscere e seguire l'odore del pelo di un koala.

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Osaka raccoglie l'eredità di Bear, andato in pensione dopo circa 10 di attività al servizio della conservazione. Foto di Jimmy Malecki/IFAW

È un compito più complesso di quanto possa sembrare. Un koala può trovarsi a diversi metri di altezza su un albero e l'odore che il cane percepisce più viaggiare anche molto lontano dal punto in cui si trova l'animale. Per questo Oaka dovrà imparare non solo a riconoscere l'odore, ma anche a seguirlo e a utilizzarlo per individuare con precisione la posizione di un koala. Negli ultimi anni, infatti, la situazione dei koala in Australia è notevolmente peggiorata, spingendo il governo a intraprendere diverse misure di tutela e conservazione.

I cani da rilevamento come Oaka e Bear sono uno strumento in più al servizio dei conservazionisti e vengono ormai coinvolti sempre più spesso per iniziative di tutela degli habitat e delle specie minacciate. Da qualche anno, infatti, vengono impiegati per rintracciare i traffici illeciti di animali durante i controlli nei porti e alle dogane, per cercare specie rare e difficili da studiare e ancor più recentemente sono stati utilizzati con successo anche per individuare i punti migliori in cui installare le fototrappole.

Il percorso è seguito dall'addestratore australiano Russell Miller insieme a Frédéric Chappée, direttore delle unità cinofile di IFAW, che lavora con i cani da rilevamento da oltre vent'anni. La formazione parte da esercizi di ricerca associati alla pallina come premio e rinforzo positivo e procede poi gradualmente verso il riconoscimento del pelo di koala. Per Bear erano serviti circa due anni per completare l'addestramento, ma nel caso di Oaka il percorso dovrà essere accelerato per riportare quanto prima un cane specializzato nella ricerca dei koala sul campo.

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Oaka insieme allo staff di IFAW. Foto di Suzanne Pearson/IFAW

Oaka non è stata scelta tra tanti soltanto per le sue innate capacità, ma anche e soprattutto per darle una seconda possibilità, in questo caso come cane da rilevamento al servizio della conservazione Ora ha davanti a sé un lungo percorso: dovrà trasformare tutto il suo entusiasmo per la ricerca in uno strumento al servizio della tutela dei koala, fino ad arrivare alla sua prima vera operazione sul campo. E, quando sarà pronta, raccoglierà l'eredità di Bear individuando e salvando animali che nessun essere umano riuscirebbe a trovare con la stessa facilità.

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