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Caso Pamela Genini: la ricerca con i cani da rilevamento cadaveri. Il comandante dell’unità cinofila: “Affiatamento con il conduttore fondamentale”

Per le ricerche della testa trafugata dal cadavere di Pamela Genini nei terreni di proprietà della famiglia di Francesco Dolci, a Sant'Omobono Terme (Bergamo), è stata attivata un'unità cinofila specializzata nella ricerca di resti umani del centro carabinieri cinofili di Firenze. Kodami ha raggiunto il Comandante del Centro Carabinieri Cinofili di Firenze per spiegare come vengono addestrati i cani che svolgono questa attività.

23 Maggio 2026
10:15
Intervista a Colonnello Federico Reginato
Comandante dell'unità cinofila specializzata nella ricerca di resti umani del Centro Carabinieri Cinofili di Firenze
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Hula durante le ricerche dei resti del cadavere di Pamela Genini (Foto credits: Carabinieri)

Per le ricerche della testa trafugata dal cadavere di Pamela Genini nei terreni di proprietà della famiglia di Francesco Dolci, a Sant'Omobono Terme (Bergamo), è stata attivata l'unità cinofila specializzata nella ricerca di resti umani del Centro Carabinieri Cinofili di Firenze.

I cani impegnati sono quelli che si vedono nelle immagini in alto proprio mentre sono sul luogo delle ricerche: sono il Pastore Belga Malinois che si chiama Claus e il Pastore Tedesco Hula.

Ma come vengono addestrati gli animali per questa così particolare attività? Lo abbiamo chiesto al colonnello Federico Reginato, comandante del nucleo di stanza nel capoluogo toscano.

Quali razze sono ritenute più idonee per la ricerca di cadaveri e perché?

L’esperienza maturata sul campo e gli studi di approfondimento svolti dagli Istruttori del Centro Carabinieri Cinofili – i quali, lo ricordo, sono tutti esperti di cinognostica (disciplina che studia e valuta la morfologia e l'aspetto esteriore del cane in relazione alle sue funzioni ndr)– hanno consentito di individuare nelle razze da Pastore Tedesco e da Pastore Belga Malinois quelle maggiormente idonee all’impiego nella specifica attività di ricerca resti umani. Anche se ogni singolo esemplare è connotato da una peculiare individualità, le caratteristiche scientificamente riconosciute a queste due razze (equilibrio, impulso predatorio, resistenza fisica, attitudine al lavoro, temperamento) agevolano la formazione in questo tipo di ricerca.

Per il caso Genini sono "al lavoro" Claus e Hula. Cosa può dirci della loro personalità?

Claus e Hula, con i rispettivi conduttori, stanno collaborando con i reparti dell’Arma territorialmente competenti. Sono due esemplari particolarmente predisposti al lavoro, determinati e instancabili, che, nelle fasi addestrative, vantano massime percentuali di successo.

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Claus

Claus è un bellissimo esemplare di Pastore Belga Malinois, ha sei anni, è nel pieno della maturità e, come la maggior parte dei cani appartenenti alla specie, avverte un forte bisogno del contatto fisico e dell'interazione con il proprio conduttore, con il quale ha instaurato un legame profondo. È un grande "coccolone", ma è anche particolarmente determinato a raggiungere il suo obiettivo, che è essenzialmente quello di ricevere la ricompensa (il gioco) per aver trovato ciò che gli chiediamo di ricercare. È un vero atleta: ama correre, fare lunghe passeggiate e misurarsi in attività ludiche che mettano alla prova sia le sue doti fisiche sia le sue capacità di ragionamento. In principio si occupava di ricerca delle persone scomparse e, proprio per le elevatissime abilità messe in mostra, abbiamo successivamente deciso di avviarlo ad un livello superiore di addestramento, preparandolo appunto per la ricerca di resti umani.

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Hula

Hula è una femmina piuttosto "peperina" di Pastore Tedesco di tre anni. È vivacissima e legatissima al suo conduttore, del quale è molto gelosa: guai se qualche altro cane gli si avvicina! Anche lei è una giocherellona e adora infilarsi in spazi angusti in esplorazione: caratteristica che ha inciso molto nella scelta di affidarle il delicato compito della ricerca di resti umani.

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Claus durante le ricerche dei resti del cadavere di Pamela Genini (foto credits: Carabinieri)

Come avviene la selezione iniziale dei cani e quanto è importante la relazione tra cane e conduttore?

In generale, l’osservazione e la selezione dei soggetti da immettere nel circuito addestrativo e operativo dell’Arma dei Carabinieri non conosce sosta e si sviluppa attraverso il costante monitoraggio dei migliori allevamenti a livello nazionale ed internazionale dei cani da utilità e difesa.

Una volta acquisiti gli esemplari prescelti, gli istruttori formano “l’unità cinofila”, elemento fondante del servizio cinofili e diade nella quale l’intelligenza e la sensibilità del conduttore si fondono con le attitudini del cane, come  la sensibilità olfattiva, l’istinto predatorio e la difesa delle risorse. Tutto per raggiungere un obiettivo comune: l’apprendimento produce schemi funzionali che possono essere attivati tramite vie diversificate per fornire al cane strumenti di crescita finalizzati alla ricerca della disponibilità al lavoro. E’ un’impostazione nella quale elementi essenziali sono proprio il benessere del cane e la qualità della relazione con il conduttore.

Quali caratteristiche comportamentali del cane sono indispensabili?

Al netto di tutte le qualità individuali osservate in sede di selezione nel cane avviato alla formazione, quest’ultimo deve anche dimostrare coraggio, socializzazione ambientale interspecifica (con individui di specie differente, compreso l’essere umano) ed intraspecifica (con individui della stessa specie), indifferenza a stimoli estranei rispetto all’attività in corso.

In cosa consiste l’addestramento e quanto dura?

Esistono due tipologie di ricerca, che richiamano tecniche differenti: una in superficie ed una sotto superficie (nel terreno, nei cunicoli, sotto le macerie, sotto ripari verticali). La formazione ha una durata di 75 giorni, e, mentre nel primo caso il cane viene abituato a lavorare senza guinzaglio per coprire un’area di ricerca più vasta possibile ed a sfruttare il “teleolfatto” per captare nell’aria gli odori oggetto di ricerca; nel secondo scenario il cane, tenuto questa volta al guinzaglio, mira a sfruttare gli odori smossi attraverso dei carotaggi eseguiti in precedenza all’interno di corridoi predisposti nell’area di ricerca, esortato a verificare la zona “punto a punto”.

In cosa consiste la ricerca di resti umani con l'ausilio dei cani?

Questa attività può essere estesa, nel rispetto e nella debita considerazione di determinate condizioni, a diversi ambienti, superfici e contesti. L’ulteriore peculiarità di questo tipo di ricerca risiede nel tipo di segnalazione che il cane deve essere addestrato a trasmettere al conduttore: trattandosi di sangue o resti umani, deve evitare la contaminazione attraverso condotte scomposte o irruenti e si deve posizionare ad una distanza ragionevole rispetto al punto esatto del rinvenimento.

In ogni caso, ma questo vale per qualsiasi tipo di ricerca, la risorsa principale rimane il livello di affiatamento dell’unità cinofila, che, messo a sistema con la qualità delle informazioni rese disponibili dai reparti dell’Arma operanti sul territorio e dalle relative indagini, può essere determinante per il positivo epilogo dell’attività.

La ricerca olfattiva di resti umani è stata introdotta dall’Arma dei Carabinieri nell’ambito del proprio Servizio Cinofili a seguito di una collaborazione particolarmente proficua avviata con il Centro Nazionale di Istruzione Cinofila della Gendarmeria Nazionale Francese in Gramat e concretizzato già in diversi interventi per la specifica esigenza in casi di cronaca nazionale.

Quali tipologie di odore vengono utilizzate per addestrare i cani per la ricerca cadaveri?

Il cane, oltre a riconoscere i diversi stadi di decomposizione, viene addestrato a percepire, riconoscere e segnalare odori di decomposizione derivante da morte intervenuta per cause differenti. La formazione del cane inizia con una fase nella quale si agisce sul suo istinto predatorio per stimolare l'azione di ricerca, attraverso una gratificazione ludica. Il passo successivo consiste nella memorizzazione olfattiva delle molecole di interesse da associare alla ricerca.

Qual è la procedura standard durante un intervento di ricerca e quali difficoltà si incontrano in ambienti complessi?

Durante la fase di pianificazione dell’operazione si individuano le aree di intervento, studiandone le connotazioni morfologiche, le ampiezze, gli eventuali elementi di disturbo ambientale, le interazioni della fauna o degli insediamenti umani, le condizioni atmosferiche, la presenza di ostacoli da abbattere, la vegetazione.

In fase esecutiva, il conduttore trasmette al cane i segnali convenzionali impartiti durante il periodo di formazione per attivare la sua predisposizione al lavoro e, dopo avergli sistemato la dotazione (campanella di individuazione e gps per il tracciamento del percorso), lo lancia nella ricerca.

Come viene garantito il benessere psicofisico dei cani operativi?

Il benessere psicofisico dei cani operativi è una priorità perseguita dal Centro Carabinieri Cinofili e viene garantito, in primo luogo, dalla qualità della relazione con il conduttore. Inoltre, le fasi addestrative o di lavoro vengono intervallate da lunghi periodi di riposo e di svago. La loro salute viene costantemente monitorata dall’Infermeria Quadrupedi, situata all’interno della sede del Centro, nella quale operano quattro Ufficiali Veterinari.

I cani restano sempre con lo stesso conduttore oppure possono esserci rotazioni?

E’ certamente auspicabile e preferibile, perché il legame che si crea, l’affiatamento, l’intesa e la qualità della comunicazione costruiti nel tempo attraverso il rapporto costituiscono gli elementi di forza dell’unità cinofila, ove i due componenti si completano a vicenda esaltando le rispettive abilità. E questa è la scelta dell’Arma. Tuttavia, i cani selezionati posseggono anche la docilità, la versatilità e la capacità di adattarsi ad un conduttore diverso, in caso di necessità.

Una volta andati in pensione, cosa accade a questi cani?

Una volta raggiunta l’età del meritato pensionamento, il cane viene affidato al proprio conduttore, oppure adottato da famiglie che ne abbiano fatto richiesta, previa verifica dei requisiti che ne attestino l’irreprensibile condotta civile.

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