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Il Sindaco di Torino va in canile e fa un appello per le adozioni: dovrebbero farlo tutti i Primi cittadini

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha visitato i canili comunali e ha lanciato un appello per le adozioni responsabili. Un gesto che andrebbe replicato più volte e da parte di tutti i Primi cittadini lì dove i Comuni dovrebbero lavorare per fare prevenzione all'abbandono, maggiori campagne di informazione e dare sostegno ai rifugi.

19 Agosto 2026
16:15
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Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, si è recato nelle due strutture della città che ospitano cani e gatti, il canile rifugio e il canile sanitario. Il Primo cittadino, in piena estate, ha deciso così di dare un segnale alla cittadinanza, facendo un appello per promuovere le adozioni responsabili di animali che sono senza persone di riferimento.

"Rivolgo un appello a tutte le persone che possono farlo – ha detto Lo Russo – a venire qua e magari andare via con un piccolo amico a quattro zampe: è sicuramente un regalo che le persone fanno a loro stesse e a questi animali che possono essere davvero una grande compagnia. Il personale è a disposizione per affidare degli animali assolutamente a posto dal punto di vista sanitario, che sono stati seguiti, di cui si conosce la storia. Quando si viene qui non si è soli, ma si viene accompagnati all’adozione in un percorso che può davvero rendere felice i gatti, i cani e i nuovi padroni".

L'attenzione del Sindaco di Torino alla situazione degli animali nei rifugi comunali assume chiaramente più significato in un periodo dell'anno in cui ancora bisogna combattere la piaga dell'abbandono. Dati recenti diffusi attraverso il rapporto zoomafia 2026 della Lav dicono che in Italia ci sono circa 100 mila cani nei canili pubblici che costano in media quasi 1300 euro all’anno ai Comuni e dunque spingere la cittadinanza a volgere lo sguardo nelle strutture, anche quelle private, in cui gli animali sono letteralmente condannati a una vita dietro delle gabbie è una questione di risparmio per la collettività oltreché un messaggio di sensibilizzazione.

In Italia è del resto il Sindaco, nei singoli Comuni, il diretto responsabile del benessere di tutti gli animali che sono senza una famiglia di riferimento e nella maggior parte dei casi nel Belpaese l'attenzione della politica alle strutture dove vengono ospitati è decisamente bassa. L'esempio di Lo Russo dovrebbe essere un appuntamento fisso da ripetere, tanto per lo stesso sindaco del capoluogo piemontese quanto per i suoi pari grado, in tutte le città dello Stivale.

Ancora troppo poco, del resto, si investe in campagne che vadano al di là del solito messaggio contrario all'abbandono in cui investono molti enti proprio a ridosso dell'estate o durante la stagione. Ciò che infatti manca è un'azione di prevenzione che va fatta con attività di informazione che devono durare tutto l'anno e che dovrebbero puntare alle adozioni responsabili piuttosto che al dire "non abbandonate" a chi è già disposto a farlo e non si fermerà di certo di fronte a un vano messaggio. La deterrenza poi causata dalla pena, considerando che è un reato, non ha ad oggi portato a grandi svolte, nonostante anche l'inasprimento dovuto alla cosiddetta Legge Brambilla che ha alzato l'ammenda minima, partendo ora da 5.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro oltre all'arresto fino a un anno. Ma quest'ultima è una legge che punta appunto solo all'aspetto punitivo piuttosto che all'educazione delle persone e servono invece gesti concreti come quello fatto dal Primo cittadino torinese per mostrare alle persone cosa c'è dietro il cancello di un canile.

Nelle parole di Lo Russo ci sono delle parole scontate ma d'obbligo, come la bellezza di poter trovare un amico a quattro zampe in canile, e c'è un messaggio molto importante, ovvero quello di affidarsi alle persone che gli animali li conoscono direttamente, coloro che operano nei canili. E' fondamentale farlo, infatti, onde evitare di cadere nella "trappola" del colpo di fulmine e seguire invece dei percorsi pre adottivi, in modo tale che non si rischi il rientro del cane in struttura, cosa che purtroppo avviene troppo spesso. In questo senso è fondamentale che i Comuni si carichino anche dell'aspetto della formazione di chi opera nelle strutture, considerando che ad oggi la figura dell'educatore cinofilo è ancora marginale quando è invece l'unico professionista che può davvero contribuire, affiancato dagli operatori e dai volontari, a rendere i cani adottabili e a indicare i migliori "match" tra persone e animali.

Da una semplice visita in canile di un Sindaco, dunque, devono scaturire riflessioni molto più alte e azioni concrete da parte delle amministrazioni pubbliche, lì dove anche le figure dei garanti degli animali nei Comuni sono ancora troppo marginali, privi di portafoglio e poco considerati negli stessi enti per far sì che davvero si indirizzino politiche di benessere animale che portino a qualche risultato concreto.

Ecco, se Lo Russo e i suoi omologhi in tutta Italia prendessero la visita nei canili, e anche e soprattutto nei rifugi gestiti da persone che non hanno alcun finanziamento pubblico, come appuntamento fisso probabilmente l'opinione pubblica si sentirebbe davvero più coinvolta e in qualche modo "obbligata" a guardare davvero oltre le sbarre dei box.

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