
Sta scatenando un forte dibattito il video postato da un cittadino di Licata che mostra sei cani liberi della zona che dormono serenamente all'entrata di un supermercato della Lidl. A indurre a una lettura scorretta di quanto invece dovrebbe essere visto come un servizio essenziale per la tutela degli animali, ovvero avergli fornito un luogo riparato dove poter usufruire anche loro dell'aria condizionata in questi giorni da bollino rosso per le elevate temperature, sono le parole dell'utente di TikTok che ha postato il video. Il giovane, infatti, afferma che sia una "situazione indecente" e si appella alla necessità di intervento da parte del Comune perché, indica, la soluzione per quegli animali dovrebbe essere quella di essere in canile.
I commenti a quanto postato nella stragrande maggioranza dei casi, però, mostrano tutt'altro che fastidio per la presenza dei cani, cosa che nelle intenzioni di chi ha postato le immagini forse nemmeno era questa, ma invitano piuttosto l'utente che ha messo online il video a ragionare con maggiore attenzione al benessere dei cani rispetto alla consapevolezza che se fossero messi in canile di certo non godrebbero della stessa assistenza che, alla fine, gli è stata fornita dal personale del supermercato.
Va chiarito infatti questo aspetto, principalmente, prima di gridare allo "scandalo" e chiamare in causa le istituzioni che sì, sicuramente sono carenti soprattutto in determinate regioni nella gestione del fenomeno del randagismo, ma che non vanno tirate in ballo rispetto ad azioni di cura e tutela degli animali fatte dai cittadini come se queste ultime fossero sbagliate a prescindere e a pena di far finire quegli animali nelle gabbie di un box.
Di quei cani sappiamo poco, ad ora, se non che appunto riposano tranquilli nell'androne del supermercato dove evidentemente gli è stato concesso di poter trovare riparo dal caldo. Il Comune di Licata, nella persona del Sindaco e come accade per legge in tutta Italia, è responsabile in primis del loro benessere che però non significa necessariamente l'accalappiamento e la detenzione in canile, a fronte soprattutto di soggetti che come previsto dalla Legge regionale siciliana possono essere riconosciuti come "cani di quartiere" e come tali avere dei tutor di riferimento tra gli stessi cittadini.
Quando si pubblicano questi video, purtroppo, non si pensa al destino cui si può condannare un animale libero e si parte sempre da un presupposto antropocentrico che ha nella cattura e nel controllo la sua aspirazione massima. Si crede così di "salvare" gli animali ma di farlo destinandoli appunto alla reclusione in canile. E piuttosto che mettere un video online sarebbe stato opportuno da parte della persona che ha postato il contenuto informarsi prima sulla storia di quegli animali ed evitare di sovraesporli mediaticamente.
In tutto il mondo si sono negli anni verificati dei bellissimi gesti di solidarietà in cui negozianti e centri commerciali hanno aperto le porte ai randagi per offrire loro riparo durante ondate di freddo estremo o di caldo torrido. Accade quasi ogni inverno, nonostante le attuali leggi più restrittive nei confronti degli animali di strada, a Istanbul. Più recentemente, ad esempio, in Ucraina è stata lanciata una vera e propria campagna di sensibilizzazione dall'organizzazione per i diritti degli animali UAnimals chiamata #WarmTheAnimals. Grandi aziende e catene di negozi locali, nonostante anche la guerra, hanno risposto all'appello aprendo i propri locali a cani e gatti di strada.
Le immagini che arrivano da Licata ci chiamano in causa da diversi punti di vista e le reazioni medie da parte degli utenti dei social network, per una volta, sono tutte nella direzione della solidarietà nei confronti di chi lavora nel supermercato per il ben gesto compiuto. Immagini come queste, del resto, se proprio devono essere veicolate dovrebbero emergere infatti per il contenuto altamente educativo e di empatia nei confronti degli animali quando spesso, invece, anche su queste pagine dobbiamo ricordare quotidianamente casi di maltrattamento e sfruttamento delle altre specie che abitano il mondo.
Questo video, dunque, non deve essere veicolato solo come un monito per le istituzioni assenti, perché così non si sta facendo altro che richiamarle al loro ruolo di meri "accalappiacani". Ciò di cui invece c'è bisogno, a Licata come in tante altre parti del Belpaese, è di cittadini virtuosi ed enti pubblici che devono badare al benessere degli animali quanto a quello delle persone. Nel momento in cui questi cani non provocano alcun fastidio, del resto, il dovere di chi governa su un territorio non è privarli della libertà a prescindere ma provvedere alla loro tutela. E se ci sono dei cittadini che lo fanno senza ledere l'incolumità pubblica, come chi ha concesso loro di sostare in un luogo fresco per riposare, questi ultimi vanno sostenuti e non certo esposti al pubblico giudizio come se avessero fatto qualcosa di illegale.